Bella – anzi, bellissima – a vedersi; ma responsabile, nella fase giovanile, di seri danni, spesso irreversibili, su diversi generi di palme ornamentali. Parliamo della Paysandisia archon, nome scientifico della farfalla di origine sudamericana appartenente alla famiglia delle Castniidae la cui diffusione è avvenuta con molta probabilità tramite l’importazione di Palme Trithrinax a partire dagli anni ’80. Le sue larve scavano gallerie all’interno del fusto e sulle foglie che causano un generale deperimento della pianta e la perdita del suo valore ornamentale.
Paysandisia archon
La sua presenza è stata registrata in diverse zone del Lazio, compresa la provincia di Frosinone: le foto che qui pubblichiamo, ad esempio, sono state scattate ad Anagni.
Come agisce la Paysandisia archon?
La pianta che ospita questo lepidottero viene letteralmente scavata dall’interno del tronco: l’insetto depone le uova alla base del gambo folgiare e sul germoglio apicale della pianta e solitamente compie una generazione all’anno ma è possibile che alcuni individui possano completarlo anche in due anni. Ad essere attaccati sono, principalmente, i vegetali di palma aventi un fusto con diametro superiore ai 5 cm.
I principali sintomi riconducibili all’infestazione da parte di Paysandisia archon all’interno di vegetali di palma sono la presenza di abbondante rosura di colore marrone scuro che fuoriesce dallo stipite della palma e si accumula alla base delle foglie o sulle fibre che avvolgono lo stipite; perforazioni in settore circolare delle foglie; fori riconducibili a gallerie assiali o trasversali su piccioli fogliari o stipiti di palme; anormale sviluppo ascellare di foglie; deformazione degli stipiti e delle foglie delle palme; appassimento con ingiallimento delle foglie più giovani e centrali della corona; nei casi estremi morte improvvisa delle piante.
L’allarme della Regione Lazio
La direzione Agricoltura, area servizi tecnici e scientifici del servizio sanitario regionale del Lazio ha inserito questo lepidottero nell’elenco delle problematiche fitosanitarie emergenti: “la lotta contro questo insetto risulta difficile – spiegano dalla Regione Lazio – in quanto l’infestazione si localizza all’interno dello stipite della palma o dei piccioli fogliari, dove i prodotti ad azione insetticida hanno difficoltà a penetrare. Inoltre, attualmente non esistono sul mercato prodotti fitosanitari registrati nei confronti di tale avversità, per cui detti interventi possono essere effettuati solo con i PPO (prodotti per ornamentali). Sono in fase di studio metodi di lotta biologica basati sull’utilizzo di nematodi entomopatogeni, organismi tipicamente terricoli che si muovono attivamente in cerca delle larve ospiti di cui nutrirsi, sia con finalità preventiva che curativa”.