Un fiume d’acqua pulita che sgorga dal terreno, inonda i campi viciniori e defluisce verso i vicini canali di scolo dell’autostrada, che da qui dista solo poche decine di metri; con centinaia, forse migliaia, di litri d’acqua perduti ogni ora, senza che nessuno – finora – abbia preso atto o abbia tentato di risolvere il problema.
Succede a via Osteria della Fontana Villamagna Gorga, estrema periferia di Anagni, non lontano dalla zona industriale della città e sede di importanti aziende. Uno scempio già visto altre volte, uno spreco immane di preziosissima acqua già ampiamente segnalato, ma – come spesso avviene in questi casi – lasciato a sé stesso, con gravi danni e ripercussioni anche per gli agricoltori che quel terreno devono lavorarlo.
Tutta da capire la provenienza dell’acqua; gente del posto afferma che certamente questa abbia origine dal bottino di accumulo costruito negli anni ’70 in cima a via Collacciano per servire le aziende del posto, in primis la Videocolor che ne curava la manutenzione e la gestione in cambio di uno sconto sull’utilizzo. Bottino – la cui gestione oggi dovrebbe essere affidata al Consorzio Industriale del Lazio – che, comunque, riceve acqua pubblica da almeno tre ingressi: dalla stazione ferroviaria di Anagni, dall’acquedotto del Simbrivio e da Fonte Tonica, tutti e tre situati nei pressi.
Nel frattempo, in attesa dell’intervento degli enti preposti, oltre all’immenso spreco di acqua, l’aria – tutt’attorno – è divenuta insalubre a causa della presenza di zanzare e altri animali pericolosi.