di Silvia Scarselletta
Oggi – 27 gennaio 2025 -ricorre il trentesimo anniversario della cosiddetta “svolta di Fiuggi”, locuzione con la quale viene oggigiorno ricordata l’importante decisione del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale di discostarsi da qualsiasi riferimento ideologico al fascismo; Fiuggi fu scelta come la città dove svolgere l’ultimo congresso nazionale del MSI-DN e quindi il congresso costituente della nuova Alleanza Nazionale, nel quale, il 27 gennaio 1995, venne operata la “svolta”.
La svolta di Fiuggi ha rappresentato, e continua a farlo tutt’oggi, un momento cruciale della storia politica italiana, in quanto il partito Alleanza Nazionale (AN), sotto la leadership di Gianfranco Fini – tenendo conto delle tradizioni della destra europea – decise di avvalersi di una visione più moderata e democratica, abbandonando quindi “ufficialmente” qualsiasi riferimento ad una identità neofascista: “la destra politica non è figlia del fascismo – affermò l’allora segretario nazionale – l’allora I valori della destra preesistono al fascismo, lo hanno attraversato e ad esso sono sopravvissuti”.
La Costituzione Italiana – entrata ufficialmente in vigore il 1 gennaio del 1948 – è compiutamente antifascista; la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana è uno dei pilastri dell’impostazione antifascista della Repubblica, il cui testo riporta che “è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Questo e molto altro basterà per comprendere l’importanza che rappresentò la “svolta di Fiuggi” e la consecutiva rottura con il passato fascista.
Con la “svolta”, Fini e il suo gruppo politico cercarono di ridefinire la destra italiana come un partito democratico, europeista e rispettoso dei valori della Repubblica Italiana; molto banalmente, insomma, la possibilità che si ha oggi di dire che si è di destra senza alludere al fatto che si è fascisti, la si deve alla svolta di Fiuggi, che apportò cambiamenti per l’AN e per le successive generazioni politiche di destra – sia quelle più moderate che quelle più estremiste – che dovettero poi – alcune a grandi linee – allinearsi con questa scelta.
Oggi la “svolta di Fiuggi” resta un simbolo della trasformazione della destra italiana, ma è ancora molto spesso al centro dei dibattiti attuali: con la svolta ci si distanziò dalle origini più controverse e catastrofiche della destra, ma alcuni contrasti dell’oggi politico del paese sostengono che questa rottura non sia mai avvenuta totalmente e soprattutto apertamente per tutti.