Sicurezza a rischio negli ospedali di Frosinone Le strutture sanitarie della ASL di Frosinone sono ormai teatro di episodi di violenza, furti e vandalismi, che mettono a rischio la sicurezza dei dipendenti e dei pazienti. La denuncia arriva dalla UGL Salute, che evidenzia come ospedali e presidi sanitari siano divenuti rifugio per tossicodipendenti e malviventi. Gli ingressi non sorvegliati e le scarse misure di controllo hanno reso questi luoghi vulnerabili a scassi, rapine e atti di vandalismo.
Tossicodipendenti e aggressioni: il personale in pericolo Sempre più spesso, all’interno delle strutture sanitarie si aggirano tossicodipendenti armati di siringhe infette e lame da taglio, che rappresentano una minaccia concreta per i lavoratori. I dipendenti della ASL, soprattutto quelli delle ditte esterne, sono costretti a spostarsi da una palazzina all’altra senza alcuna protezione, rischiando di essere aggrediti lungo il tragitto. Il problema riguarda sia il turno diurno che quello notturno, rendendo la situazione ancora più critica.
Furti e atti vandalici: la sicurezza dimenticata Non si tratta solo di aggressioni. La ASL di Frosinone è diventata anche bersaglio di continui furti e atti vandalici. Scassinati i distributori automatici, danneggiate le auto nei parcheggi, rubati oggetti personali dai dipendenti e, negli ultimi giorni, persino un furto all’interno del CUP centrale, dove ignoti hanno sottratto computer e altri materiali. Nonostante i ripetuti episodi, non è stato adottato alcun provvedimento concreto per migliorare la sicurezza.
Ingressi aperti e sorveglianza assente Uno dei principali problemi è rappresentato dagli ingressi secondari, che restano aperti a tutte le ore senza alcun controllo. A farne le spese sono i lavoratori, sempre più esposti a pericoli. Solo alcune aree, come la direzione strategica e le direzioni dei poli e dei distretti, godono di misure di sicurezza più stringenti, mentre il resto delle strutture resta in balia di malintenzionati.
La richiesta della UGL Salute: misure immediate La UGL Salute, attraverso il segretario provinciale Rosa Roccatani, ha nuovamente chiesto pubblicamente alla direzione della ASL di Frosinone di intervenire con misure concrete. Tra le proposte avanzate, la chiusura degli ingressi secondari, un parcheggio sorvegliato con telecamere per i dipendenti, e una maggiore presenza di personale di vigilanza per garantire l’incolumità dei lavoratori. Inoltre, si richiama l’attenzione sulla sentenza della Corte di Cassazione del 10 giugno 2021, n. 16378, che riconosce il diritto al risarcimento per i lavoratori vittime di aggressioni nei luoghi di lavoro.
L’ASL continua a tacere: fino a quando? Di fronte a questa escalation di violenza e criminalità, l’azienda sanitaria mantiene un silenzio assordante. Nessuna dichiarazione ufficiale, nessun piano di intervento, nessun segnale di attenzione verso un problema che sta mettendo a dura prova il personale sanitario. Quanto ancora si dovrà aspettare prima che si intervenga per garantire la sicurezza nei luoghi di cura?