di Silvia Scarselletta
Venerdì 21 febbraio, presso l’Università Link Campus di Roma, si è svolto un importante seminario dedicato alla Giornata Nazionale del Braille, organizzato dall’Istituto Statale “Augusto Romagnoli”; l’incontro, non a caso, si è tenuto in un luogo particolarmente simbolico: la Biblioteca Braille – cioè la Biblioteca Antica di Ateneo – uno spazio unico che raccoglie esclusivamente libri scritti in Braille, sottolineando il valore della lettura accessibile dedicata alle persone non vedenti.
Il Braille – inventato nel XIX secolo da Louis Braille – è un sistema di scrittura e lettura progettato per le persone non vedenti o ipovedenti, composto da una serie di punti in rilievo disposti in una griglia dove ogni combinazione di punti rappresenta una lettera, un numero o un simbolo. Il Braille permette alle persone non vedenti di leggere e scrivere toccando i punti in rilievo con le dita e, oltre alla scrittura, è utilizzato anche per rappresentare note musicali, formule matematiche e altre informazioni specializzate.
L’evento è stato organizzato con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sull’importanza del sistema Braille – non solo come strumento di lettura e scrittura – ma anche come elemento fondamentale per l’inclusione sociale e culturale; troppo spesso, infatti, non si dà abbastanza rilievo all’importanza di questo codice, dimenticando che per molte persone rappresenta la chiave per l’autonomia, l’istruzione e l’accesso alla conoscenza. Il Braille, infatti, consente alle persone non vedenti di poter accedere a libri, documenti e informazioni e, pertanto, più persone conoscono il Braille, più si amplia la possibilità di creare materiali accessibili; la comunicazione tra vedenti e non vedenti, ovviamente, sarebbe molto più frequente, riducendo le barriere e favorendo l’interazione tra di essi.
Come ha riportato anche la Dirigente Scolastica dell’Istituto Statale “Augusto Romagnoli”, la dottoressa Gerardina Fasano, imparare il Braille aiuterebbe a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide e sull’impegno affrontato dalle persone con disabilità visive, promuovendo così una maggiore empatia e comprensione; la sua diffusione incoraggerebbe lo sviluppo di strumenti e tecnologie assistive, migliorando notevolmente la qualità di vita delle persone con disabilità visive.
I partecipanti hanno avuto l’opportunità di prendere parte a un vero e proprio laboratorio pratico di scrittura e lettura del codice Braille e questo momento è stato particolarmente significativo in quanto ha permesso ai presenti di sperimentare direttamente la complessità e la bellezza di questo sistema di letto-scrittura.
Uno dei momenti più toccanti della giornata è stato senza dubbio l’intervento di una bambina non vedente, studentessa dell’Istituto Romagnoli, che ha raccontato la sua esperienza con il sistema Braille; le sue parole hanno offerto uno spunto di riflessione profondo, sottolineando quanto sia importante per tutti, vedenti e non vedenti, sviluppare una maggiore curiosità verso questo sistema di scrittura.
L’inclusione passa principalmente dalla conoscenza e dalla sensibilizzazione: imparare il Braille, o quantomeno comprenderne l’importanza, è un passo fondamentale per costruire una società più equa e accessibile. Grazie agli interventi di Stefania Chiarabini, Gilda Barone, Michela Aletti e Angela Lucinio, il pubblico ha potuto apprendere il senso ultimo del seminario: comprendere che il Braille non è solo un codice, ma un ponte verso l’indipendenza e la partecipazione attiva nella società; sta a tutti noi contribuire a renderlo sempre più conosciuto e valorizzato.