A quasi due anni dalla sua rielezione, il sindaco di Anagni, Daniele Natalia, fa il punto sulla sua amministrazione, tra risultati concreti e prospettive per il futuro. Dalla riqualificazione del centro storico agli investimenti nel settore industriale, fino alle iniziative per i giovani e al miglioramento della gestione dei rifiuti, l’obiettivo resta quello di rendere Anagni sempre più vivibile, dinamica e proiettata verso la crescita economica e culturale. Ecco la nostra intervista.
Signor Sindaco, in questi due anni la Sua amministrazione ha attraversato sfide, progetti e momenti di crescita per la città ma anche di critiche, rimostranze, lagnanze. Se dovesse tracciare un bilancio di questo percorso, quale ritiene sia il traguardo più significativo che ha segnato il suo mandato? E, guardando invece a ciò che resta da fare, c’è un obiettivo che avrebbe voluto raggiungere ma che, per vari motivi, non è ancora riuscito a realizzare.
Ritengo che le critiche e le osservazioni, purché non siano preconcette, rappresentino uno stimolo prezioso per migliorare costantemente il nostro operato. Amministrare significa lavorare quotidianamente con dedizione e responsabilità, consapevoli del fatto che, in quanto esseri umani, non siamo infallibili. Tuttavia, sin dal primo giorno del mio primo mandato, ho sempre garantito il massimo impegno quotidiano, e continuerò a farlo.
Durante la prima legislatura, abbiamo avviato un’importante fase di programmazione, i cui primi risultati si sono concretizzati in opere pubbliche e infrastrutturali di rilievo. La seconda legislatura, invece, sarà caratterizzata da un cambiamento epocale per la città di Anagni. Attualmente, sono stati avviati otto cantieri, distribuiti tra il centro storico e le periferie, con particolare attenzione al rifacimento delle infrastrutture viarie e alla riqualificazione della pavimentazione del centro storico, inclusi tutti i vicoli mancanti.
Tra le opere più rilevanti che stanno per partire, segnalo l’apertura, la prossima settimana, del cantiere per la realizzazione dell’asilo nido finanziato con fondi PNRR: un intervento di grande importanza per la città, in particolare per la zona di Osteria della Fontana. Inoltre, di recente il Consiglio Comunale ha dato il via libera al progetto di riqualificazione urbana dell’area di via degli Orti, che comprenderà anche un nuovo parcheggio situato al di sotto delle mura cittadine. Questo intervento permetterà di liberare completamente la superficie della via, trasformandola in uno dei parchi pubblici più belli della provincia, adiacente al Parco della Rimembranza, che a sua volta verrà ristrutturato e valorizzato.
Parallelamente, stiamo lavorando alla valorizzazione del Museo del Maestro Giovanni Colacicchi, situato proprio su via degli Orti e circondato da un’area verde di circa 3.000 metri quadrati. È già stato progettato uno spazio all’aperto, un’arena destinata a ospitare eventi culturali, artistici e di condivisione. Questo rappresenta uno dei progetti più qualificanti dell’amministrazione, ma non l’unico.
Un altro intervento strategico riguarda il processo di pedonalizzazione del centro storico, che sarà reso possibile anche grazie alla realizzazione del nuovo parcheggio in via Giacomo Matteotti, la cui apertura è prevista entro l’inizio dell’estate. Quest’opera contribuirà a decongestionare il traffico nella parte bassa della città. Sempre in questi giorni, è già partito il cantiere per un ulteriore parcheggio nell’area del giardino delle Suore Cistercensi, mentre è in fase di progettazione preliminare il parcheggio sottostante Palazzo Bacchetti, che garantirà un accesso diretto a Piazza Adriano IV (già Piazza Boscaini).
Tutti questi interventi infrastrutturali sono funzionali al nostro obiettivo principale: rendere il centro storico sempre più vivibile e accessibile, migliorando la qualità della vita dei cittadini e valorizzando il patrimonio urbano di Anagni.
Qualcuno ha ricordato il suo slogan: “Il bello deve ancora arrivare”. C’è chi si chiede, quindi, se questo bello sia ormai arrivato o se si debba ancora attendere.
In realtà, il bello è già arrivato. Se pensiamo alla trasformazione della città negli ultimi anni, soprattutto grazie a una programmazione culturale di rilievo, i numeri parlano chiaro: siamo passati da 20.000 a 84.000 presenze. Questo risultato non è solo merito dell’amministrazione, ma di un vero e proprio sistema Anagni, in cui l’intraprendenza dei privati ha giocato un ruolo fondamentale. Il settore ricettivo e i servizi si sono ampliati, contribuendo allo sviluppo complessivo della città.
Tuttavia, il meglio deve ancora venire. Anche sul fronte degli investimenti la città sta vivendo un momento di crescita: siamo in una fase di programmazione importante, e non voglio certo attribuirmi il merito esclusivo dell’implementazione dell’area industriale, ma è un dato di fatto che questa si stia sviluppando. Anagni si dimostra un territorio favorevole agli investimenti, ovviamente nel pieno rispetto delle normative ambientali e della sostenibilità.
Nei prossimi anni, le operazioni immobiliari e industriali in corso porteranno alla creazione di oltre 4.000 nuovi posti di lavoro. Un’opportunità che non riguarda solo Anagni e l’area nord della provincia di Frosinone, ma che avrà un impatto anche oltre i confini del nostro comprensorio, coinvolgendo intere generazioni.
Personalmente, ho sempre concepito la mia politica come un doppio binario: da un lato la valorizzazione storico-artistica e culturale della città, dall’altro lo sviluppo dell’industria e della grande distribuzione. Il nostro territorio, infatti, sta accogliendo investimenti nei settori più strategici: Big pharma, aerospazio e logistica. Proprio questi ambiti guideranno la crescita economica di Anagni nei prossimi anni, portando nuove opportunità per imprese e lavoratori.
Anagni vanta una popolazione giovanile numerosa e dinamica. Tuttavia, come accade anche in molte altre realtà, spesso si ha la sensazione che i ragazzi siano lasciati a se stessi, privi di reali opportunità di aggregazione e crescita. Quali sono, dunque, le iniziative concrete che l’Amministrazione Comunale sta portando avanti per coinvolgerli e offrire loro prospettive concrete?
È necessario, innanzitutto, compiere una riflessione di carattere culturale. Rispetto alle generazioni precedenti, i giovani di oggi vivono un contesto profondamente mutato, segnato dall’onnipresenza della tecnologia e dei social network, che hanno progressivamente favorito un certo individualismo a discapito della socialità e della condivisione. Un tempo, era consuetudine ritrovarsi spontaneamente in piazza, nei pressi delle scuole, nei luoghi di aggregazione cittadina, creando un senso di comunità. Oggi, invece, queste dinamiche appaiono meno diffuse.
Per rispondere a questa trasformazione, l’Amministrazione ha investito significativamente nello sport e nelle infrastrutture sportive, offrendo ai giovani non solo occasioni di svago e benessere fisico, ma anche opportunità di socializzazione, confronto e crescita personale. Lo sport rappresenta, infatti, un potente strumento educativo, capace di trasmettere valori quali il rispetto, la collaborazione e la sana competizione, distogliendo i ragazzi da contesti potenzialmente problematici.
Parallelamente, grande attenzione è stata riservata al settore culturale, con un’ampia offerta di attività che spaziano dal teatro alle arti visive. Un passo fondamentale in questa direzione è stato l’acquisto del Teatro Comunale, che verrà intitolato al compianto Ivan Roiati. L’obiettivo è incentivare ulteriormente la già vivace scena teatrale cittadina, offrendo alle compagnie locali uno spazio adeguato per le proprie rappresentazioni. Inoltre, la Casa della Cultura si è affermata come un punto di riferimento per i giovani, ospitando mostre, eventi e momenti di condivisione creativa.
Un altro aspetto innovativo riguarda il coinvolgimento attivo dei ragazzi nei progetti di Servizio Civile Universale, che ad Anagni ha trovato un’applicazione particolarmente efficace nel settore culturale e nei servizi alla comunità. Questo percorso consente ai giovani di maturare esperienze formative di grande valore, contribuendo al benessere collettivo.
Infine, un’iniziativa di grande rilevanza è stata l’istituzione del Consiglio Comunale dei Giovani, una realtà concreta che ha dato voce alle nuove generazioni. I ragazzi coinvolti hanno già avanzato proposte operative di notevole spessore, dimostrando un approccio maturo e una visione innovativa della città.
L’impegno dell’Amministrazione comunale, dunque, si traduce in azioni concrete volte a creare opportunità di crescita e partecipazione per i giovani di Anagni, con l’obiettivo di costruire una comunità più inclusiva, attiva e orientata al futuro.
La questione rifiuti è da sempre un tema sensibile. Tra raccolta differenziata, discariche e pulizia delle strade, le polemiche non mancano. Lei è soddisfatto del sistema attuale o ritiene che sia necessario un cambiamento?
Assolutamente no, non siamo soddisfatti. Né io né il delegato alla nettezza urbana Riccardo Natalia possiamo esserlo, perché un buon livello di gestione si misura con parametri chiari. Basta guardare città come Montecarlo o Zurigo, dove le strade sono impeccabili e non si trova nemmeno un mozzicone di sigaretta.
Il sistema attuale ha bisogno di correzioni, ma va detto che siamo alla fine di un contratto che non è stato redatto, valutato o studiato dalla nostra amministrazione, bensì dalla precedente. Il dirigente sta lavorando per il rinnovo del servizio, e da qui all’estate avremo un nuovo gestore.
Abbiamo dato un indirizzo politico chiaro: il nuovo contratto sarà molto più rigoroso, così da vincolare il gestore a operare in modo efficiente. Se non lo farà, non ci saranno neanche i presupposti per partecipare alla gara che la Provincia di Frosinone bandirà nei prossimi mesi.
Negli ultimi tempi, anche grazie a un confronto costante con la ditta, la raccolta è migliorata, e i numeri lo confermano. Tuttavia, esiste un problema cronico che neanche il miglior gestore del mondo può risolvere: l’inciviltà di alcuni cittadini.
Un esempio concreto? Dopo la pulizia straordinaria per il G7, nelle zone interessate dall’evento si erano formate discariche abusive. Ma una volta riportata la pulizia, abbiamo notato che le persone tendevano a mantenere il decoro. È un dato di fatto: se un luogo resta pulito, c’è meno propensione a sporcarlo.
Per questo, vogliamo intervenire eliminando le discariche abusive e contrastando chi trasforma i punti di raccolta in vere e proprie discariche a cielo aperto. Un caso emblematico riguarda i cassonetti per il ritiro dei vestiti usati, dove vengono abbandonati materassi, immondizia indifferenziata, vasche da bagno e altro ancora.
Abbiamo intensificato i controlli con la videosorveglianza, che è stata potenziata anche grazie al G7. Non ne facciamo pubblicità, ma stiamo individuando e sanzionando moltissimi trasgressori. I verbali stanno avendo effetto: il fenomeno sta calando.
Tuttavia, una parte della popolazione continua a comportarsi in modo incivile. Su questo fronte, servirà un’azione costante e mirata, perché il decoro della città dipende anche dal senso civico di chi la vive.
E per quanto riguarda l’isola ecologica, a che punto siamo?
Il progetto per la realizzazione dell’isola ecologica ha incontrato un ostacolo di natura tecnica. L’Amministrazione Comunale aveva messo a disposizione un terreno, ma la ditta incaricata non ha potuto procedere a causa di problematiche legate al SIN (Sito di Interesse Nazionale).
Dal punto di vista economico, il costo previsto per l’isola ecologica verrà detratto dal saldo finale del contratto con l’attuale gestore. Tuttavia, l’Amministrazione non si è fermata a questo aspetto. In collaborazione con il delegato alla nettezza urbana e all’igiene, è già in corso l’individuazione di un’area idonea per realizzare l’isola ecologica nel più breve tempo possibile. Si tratta di una priorità che sarà affrontata con il nuovo contratto, garantendo alla città un servizio essenziale per la gestione dei rifiuti.
Parliamo di politica. Tra transfughe e diserzioni, l’opposizione in Consiglio si è ridotta al minimo storico, con un solo consigliere rimasto a fare da sentinella. C’è chi vede in questo una vittoria della sua leadership, mentre altri parlano di un’anomalia democratica. Lei come la interpreta?
Parto da un presupposto fondamentale: la nostra amministrazione ha ottenuto una vittoria schiacciante sull’opposizione. Questo ci impone di fare un’analisi politica più approfondita. Quando mi sono candidato, avevo di fronte tre avversari: due espressione dell’area di centrodestra e uno, Luca Santovincenzo, proveniente dall’area di sinistra, quindi distante dalla mia visione politica.
Dopo la mia vittoria, chi ha deciso di aderire alla maggioranza lo ha fatto non tanto per la mia leadership—non voglio autocelebrarmi—quanto piuttosto perché ha trovato nella mia amministrazione sicurezza, concretezza e coerenza con il programma elettorale. Nessuno ha ricevuto prebende, deleghe o riconoscimenti particolari: la scelta è stata dettata dalla condivisione di un progetto politico che evidentemente ha convinto non solo gli elettori che mi hanno sostenuto, ma anche chi, pur avendo idee inizialmente diverse o affini, ha ritenuto più opportuno unirsi a noi.
Un dato politico essenziale è che chi ha scelto di entrare nella mia amministrazione lo ha fatto tesserandosi nei partiti che sostengono la mia coalizione. Questo significa che si è trattato di una scelta non solo amministrativa, ma profondamente politica.
Il recente passaggio di Danilo Tuffi in maggioranza ha scatenato una tempesta politica, con pesanti accuse da parte della compagine che lo aveva sostenuto nell’ultima campagna elettorale. Le critiche non hanno risparmiato neppure lei e la sua squadra, accusati di accogliere tutti pur di rafforzare i numeri. Cosa risponde a chi sostiene che la sua amministrazione sia diventata un “porto aperto”?
A certe persone non serve neanche rispondere, perché probabilmente non avrebbero l’onestà intellettuale di comprendere il mio messaggio. Mi rivolgo quindi a Lei, come giornalista, e agli anagnini, non a chi ha criticato la scelta di Danilo, perché sono polemiche che lasciano il tempo che trovano.
Danilo Tuffi ha condiviso con me vent’anni di amministrazione nel centrodestra. Poi ha intrapreso un percorso politico diverso, di cui si è amaramente pentito, come ha dichiarato pubblicamente. Nella vita si può sbagliare, e lui oggi è felice di mettere la sua esperienza politica e amministrativa al servizio del centrodestra. Il suo ritorno non è stato condizionato da promesse o incarichi: ha semplicemente aderito a Forza Italia e chiesto di entrare nella nostra amministrazione. Nulla di straordinario, ma un percorso politico del tutto naturale.
Chi oggi critica questa scelta probabilmente deve fare i conti con il fatto che molte persone hanno preso le distanze da chi aveva dato un’idea illusoria di amministrazione.
Sempre a proposito di nuovi ingressi, si parla insistentemente di un’imminente entrata in maggioranza di Giuseppe De Luca. Sarà davvero il prossimo acquisto? E se sì, che ruolo potrebbe avere nell’amministrazione?
Per Giuseppe De Luca vale lo stesso discorso che per Alessandro, Roberto, Giulia e Danilo. Se deciderà di unirsi alla nostra squadra, lo farà in piena coerenza con il suo pensiero e la sua cultura politica, con la volontà di dare il proprio contributo.
Il suo ingresso non implicherà incarichi particolari, perché nella mia amministrazione le decisioni vengono prese collegialmente, nelle riunioni di maggioranza o nei gruppi politici di riferimento. Se Giuseppe farà questo passo, sarà semplicemente un membro attivo e operativo della nostra amministrazione, come tutti gli altri.
Restando in tema: come valuta i metodi e le idee di Luca Santovincenzo, unico oppositore alla sua maggioranza? E cosa gli risponderebbe se domani Le chiedesse di entrare in maggioranza?
Se domani Luca Santovincenzo mi chiedesse di entrare in maggioranza, lo accoglierei volentieri, ma non sarei solo io a farlo: sarebbe l’intera maggioranza. Il motivo è semplice: significherebbe che ha superato un atteggiamento spesso pregiudiziale e talvolta eccessivamente pungente nel suo ruolo di oppositore.
Devo riconoscere che, quando sceglie un approccio dialettico e costruttivo, il confronto con lui può essere utile e stimolante. Non gli è mai stato negato nulla, ma quando si limita a un’opposizione di tipo giustizialista, fatta di esposti e segnalazioni formali, è chiaro che il dialogo si irrigidisce.
Naturalmente, stiamo ragionando per assurdo, ma se decidesse di unirsi alla nostra amministrazione, lo farebbe perché riconosce che la città, nel bene o nel male, sta oggettivamente migliorando. Il suo ingresso sarebbe un ulteriore tassello in un meccanismo che sta già funzionando e portando risultati concreti.
Urbanistica: lo stato dell’arte. Qual è il punto della situazione sulle opere pubbliche e la pianificazione urbanistica?
Le opere pubbliche trasformano concretamente la città, migliorando la qualità della vita dei cittadini: dove prima mancava un parcheggio, ora c’è; dove una strada era dissestata, ora è percorribile in sicurezza. Tuttavia, oltre agli interventi visibili, l’Amministrazione sta portando avanti una programmazione urbanistica di grande rilievo, con l’obiettivo di modernizzare Anagni e migliorarne la funzionalità.
Uno degli interventi più significativi riguarda l’area sottostante la via degli Orti, ma il piano di riqualificazione si estende anche ad altri punti strategici del territorio. La variante urbanistica in corso riguarda in particolare Osteria della Fontana e, successivamente, via Anticolana.
L’obiettivo è chiaro: rendere la città più moderna e funzionale, razionalizzando la distribuzione delle attività economiche. Sulle principali arterie viarie, come la Casilina e la Anticolana, verranno concentrate la grande distribuzione e i servizi di maggiore impatto, mentre nel centro storico si punterà su artigianato e commercio di qualità, valorizzando il tessuto economico locale. Questo progetto, portato avanti in collaborazione con la Regione Lazio, rappresenta un passo fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio.
Giubileo 2025: quali opere verranno realizzate?
In vista dell’Anno Santo, l’Amministrazione ha ottenuto fondi specifici per la realizzazione di nuove infrastrutture. Tra gli interventi confermati:
- Riqualificazione di Piazza Ruggero Bonghi, che rappresenterà un accesso strategico alla città, soprattutto per chi arriva da Viale Roma.
- Nuovi parcheggi per migliorare la viabilità e l’accoglienza turistica, tra cui:
- Parcheggio di Via Giminiani
- Parcheggio Boscaini
- Parcheggio adiacente a Piazza Ruggero Bonghi
- Parcheggio di Via Matteotti, la cui conclusione è prevista entro fine anno.
Ci sono opere che rischiano di restare incompiute?
No. Tutti i progetti previsti saranno realizzati. Alcuni verranno completati entro l’anno giubilare, mentre altri seguiranno le tempistiche necessarie per garantire un intervento efficace e duraturo.
Lo scorso novembre, Anagni ha ospitato un evento storico: la riunione dei ministri degli Esteri del G7. È stato un momento di grande visibilità per la città, ma a mesi di distanza, cosa resta davvero di quell’esperienza? Ha lasciato un’eredità concreta o è stato solo un fugace momento di gloria?
Senza dubbio, è stato un evento straordinario, che considero tra i momenti più significativi della mia attività amministrativa. Un ringraziamento va al ministro Tajani, che ha reso possibile per Anagni un ruolo da protagonista. Ma l’aspetto più rilevante è che quell’evento, oltre a portare notorietà, ha avuto un impatto immediato sul turismo: i dati parlano chiaro, con un incremento significativo delle presenze. Non è solo una mia percezione personale, ma un dato confermato dagli operatori del settore.
Possiamo pensare che sia stata una semplice coincidenza? Io non credo alle coincidenze. Credo, invece, che certe azioni, anche se iniziate per circostanze fortunate—come il rapporto diretto con il ministro Tajani—abbiano contribuito concretamente alla valorizzazione di Anagni. L’incremento turistico non si è fermato con il G7: oggi vediamo numeri in crescita anche grazie al Giubileo, un evento storico di cui Anagni rivendica un ruolo fondamentale. L’iniziativa culturale che abbiamo recentemente organizzato nella Sala della Ragione ha sottolineato l’importanza del nostro concittadino, Papa Bonifacio VIII, promotore del primo Giubileo della storia.
Inoltre, Anagni fa parte del circuito dei pellegrinaggi romani: milioni di persone, attraverso brochure, app e altri strumenti, scoprono la nostra città come la “Città del Giubileo”. Questo si traduce in un afflusso costante di visitatori.
Non va dimenticato, infine, il ruolo determinante dei privati: l’intraprendenza di molti imprenditori ha portato alla nascita di numerose strutture ricettive, come B&B e affittacamere, che contribuiscono alla crescita del settore. Il turismo ad Anagni non è solo un’opportunità, ma una realtà in forte espansione, capace di garantire investimenti proficui e sviluppo economico per il territorio.
Anagni vanta un eccellente centro servizi culturali, che fa capo alla biblioteca comunale di via Garibaldi. Tuttavia, tra pensionamenti e personale ridotto all’osso, c’è il rischio che questa eccellenza venga penalizzata. Come intende muoversi l’amministrazione per garantire la piena operatività del centro e, soprattutto, per non lasciare la sede vacante, anche in vista del pensionamento del dottor Alessandro Compagno?
Innanzitutto, va sottolineato che l’ente garantisce sempre la continuità amministrativa, indipendentemente dall’ambito – che sia culturale, sociale, urbanistico o pubblico. Per questo, abbiamo già pianificato con il responsabile e il delegato al personale l’avvicendamento necessario per assicurare la sostituzione del dottor Sandro Compagno, che a breve raggiungerà la meritata pensione.
L’amministrazione ha già predisposto un piano per garantire che la biblioteca comunale, un fiore all’occhiello della nostra città, continui a funzionare al meglio. Questo anche in riconoscimento dell’eccellente lavoro svolto dal dottor Compagno e dai suoi collaboratori, che hanno contribuito a fare della Biblioteca Labriola una delle più prestigiose del Lazio.
La biblioteca di Anagni ha svolto un ruolo centrale come coordinamento del Sistema Bibliotecario della Valle del Sacco, che però attualmente non è più operativo. Quali sono le intenzioni dell’amministrazione per rilanciare questo importante progetto?
Mi piacerebbe molto poter recuperare questo sistema culturale, che ritengo fondamentale per il territorio. L’obiettivo è favorire un riavvicinamento tra i Comuni fondatori, in modo da valutare insieme le condizioni per un suo rilancio. Il coordinamento bibliotecario rappresentava un’opportunità preziosa per la condivisione di risorse e iniziative culturali, e credo che un impegno congiunto possa consentire di restituirgli nuova operatività.
Sindaco, il Museo Archeologico Ernico è stato inaugurato in pompa magna poco prima delle ultime elezioni amministrative, ma di fatto non ha mai davvero decollato. Anche perché, a oggi, non espone reperti archeologici di particolare interesse per i visitatori. Quali sviluppi si prevedono per questa struttura e in che tempi?
La domanda è legittima, ma devo contestarne una parte. L’interesse per il museo è in realtà significativo, soprattutto da parte delle scuole, e i numeri delle visite lo dimostrano. Certamente, la sezione attuale è solo una parte del progetto complessivo. Già il giorno dell’inaugurazione avevamo chiarito che si trattava della prima fase, dedicata alla paleontologia. Questa sezione ospita reperti di grande valore per chi è appassionato della materia.
Tuttavia, lo sviluppo futuro è già in programma e, a brevissimo termine, provvederemo alla sistemazione edilizia del secondo e terzo piano. Successivamente, in collaborazione con la Soprintendenza, verrà definito il piano scientifico per l’allestimento delle sezioni dedicate all’epoca preromana e romana. Anagni vanta importanti testimonianze di questi periodi, e l’obiettivo è valorizzarle adeguatamente.
L’apertura anticipata della prima parte del museo è stata una scelta precisa: mantenere un impegno preso con i cittadini. Credo che mantenere le promesse sia fondamentale per dare impulso alla città. Ora siamo pronti a completare il progetto e a rendere il museo un vero punto di riferimento culturale per il territorio.
Sanità, un tema sempre caldo. Cito le parole dell’avvocato Luca Santovincenzo: “L’Ospedale di Comunità, definito una ‘vittoria’ nel 2021, non ha mai visto la luce. Il Punto di Primo Intervento, annunciato in pompa magna nel 2023 per raccogliere consensi elettorali, è scomparso nel nulla. Il tanto decantato Reparto Oncologico è solo un’insegna buona per i selfie, senza un vero supporto per i pazienti”. Il problema è che non è solo Santovincenzo a pensarla così. Cosa risponde a queste critiche?
Sono il primo a dire che, finché il reparto – anzi, l’area oncologica – e il potenziamento dell’emergenza non saranno operativi, mi sentirò in debito con la mia città. Tuttavia, posso garantire che non si è trattato di un bluff: se così fosse, non avremmo investito, insieme al Presidente Rocca, oltre 300.000 euro per allestire reparti già pronti all’uso.
Il problema principale è la carenza di personale medico. Il Commissario della ASL, la dottoressa Pulvirenti, ha già pubblicato due bandi per reclutare oncologi, ma senza successo. Mentre per anestesisti e cardiologi ci sono state adesioni, non è accaduto lo stesso per gli specialisti oncologici. So che, prima di lasciare l’incarico, la dottoressa Pulvirenti ha rinnovato il bando e mi auguro che questa volta si trovino i professionisti necessari per avviare il servizio.
Il nostro obiettivo è chiaro: consentire ai pazienti oncologici dell’area nord della provincia di curarsi ad Anagni, evitando loro viaggi a Frosinone, Sora o Tor Vergata.
Per quanto riguarda il potenziamento dell’urgenza-emergenza, al momento non posso entrare nei dettagli, ma tra qualche giorno o settimana potrò fare un annuncio importante.
A settembre scorso avete deciso di affidare il servizio tributi a un privato, ma ci sono state forti critiche. Sono passati mesi e il nuovo servizio non sembra ancora operativo, giusto?
L’esternalizzazione del servizio tributi è una scelta che condividiamo pienamente per un motivo semplice. Pur riconoscendo la professionalità degli operatori del Comune di Anagni, la gestione interna rende più difficile individuare e recuperare situazioni di evasione ed elusione fiscale. Affidare il servizio a una società specializzata consente invece un controllo più efficace, garantendo un maggior recupero del gettito.
Questo si traduce in un principio fondamentale: far pagare tutti per pagare meno, come recita il noto slogan. L’obiettivo è quindi garantire equità fiscale e, grazie alle maggiori entrate, ridurre il carico tributario per i cittadini.
Ma perché oggi abbiamo scelto di esternalizzare il servizio, a differenza del passato? In passato, le società concessionarie non solo accertavano, ma anche riscuotevano le somme, per poi versarle nelle casse comunali. Questo sistema portò al noto ammanco di 1.600.000 euro legato alla COSAP.
Oggi, invece, il quadro normativo è cambiato: le società accertano, ma i pagamenti vengono versati direttamente nelle casse del Comune. Questo elimina qualsiasi rischio di ammanchi o irregolarità, garantendo maggiore sicurezza e trasparenza nella gestione delle entrate pubbliche.
Per concludere questa lunga e interessante intervista, c’è qualcosa che vuole aggiungere? Qualche considerazione finale?
Vorrei fare una riflessione di carattere politico-amministrativo. Con il passare del tempo mi rendo sempre più conto di avere accanto, nella maggioranza e tra molti dei miei collaboratori, persone che non solo mi sono legate da amicizia o stima personale, ma che credono realmente nel progetto per Anagni.
Abbiamo chiesto ai cittadini fiducia per realizzare una visione chiara di cambiamento, e quella fiducia ci è stata accordata. Vi assicuro che, alla fine del mio mandato, Anagni sarà profondamente migliorata, pronta per un futuro all’altezza delle sue potenzialità.
Grazie per questa intervista, sindaco.
Grazie a voi!