La consigliera regionale Sara Battisti del Partito Democratico ha presentato un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e alla Giunta regionale per fare chiarezza sull’ampliamento dello stabilimento ex Winchester di Anagni, ora gestito dalla multinazionale KNDS Ammo Italy Spa (ex Simmel). Il progetto, che prevede la realizzazione di undici nuovi capannoni su un’area di 2.440 metri quadrati nella zona La Macchia, ha destato forte preoccupazione per l’impatto ambientale e sulla salute pubblica.
Rischio ambientale e sicurezza pubblica
Produzione di nitrogelatina: un rischio per l’area del SIN Bacino del Fiume Sacco
Il nuovo piano produttivo, che mira a raggiungere una capacità di produzione di 150 kg di nitrogelatina all’ora (pari a circa 40 tonnellate al mese), si inserisce in un’area già fortemente compromessa dal punto di vista ambientale. La zona La Macchia fa infatti parte del SIN Bacino del Fiume Sacco, uno dei siti italiani a più alto rischio ambientale, dove si auspicavano interventi di bonifica e progetti di valorizzazione naturalistica.
“L’ampliamento dello stabilimento rappresenta un rischio inaccettabile per l’ambiente e per la salute delle nostre comunità”, ha dichiarato Sara Battisti. La consigliera ha ribadito la necessità di un’azione immediata da parte delle istituzioni regionali per garantire la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle normative vigenti. Il progetto è reso ancora più preoccupante dalla presenza di sette industrie classificate come a rischio incidente rilevante nei dintorni, oltre alla vicinanza di centri abitati, scuole e infrastrutture strategiche come l’Autostrada A1.
Un territorio da tutelare
Le comunità locali chiedono sicurezza e riqualificazione ambientale
La vicenda ha suscitato vive preoccupazioni tra i cittadini e le associazioni del territorio, impegnate da anni nella difesa dell’area verde La Macchia e nel rilancio ambientale della zona. Battisti ha sottolineato l’incompatibilità tra il progetto industriale e le esigenze di tutela del territorio, ricordando come la comunità locale, le associazioni e le forze politiche lavorino per la valorizzazione e la bonifica della zona, non certo per una sua ulteriore industrializzazione.
“La Regione Lazio ha il dovere di vigilare e di intervenire per garantire la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle normative ambientali”, ha concluso Battisti. La questione resta aperta e le comunità locali attendono risposte chiare e concrete da parte delle istituzioni.