Decine di famiglie della zona di via Montemarino, ad Anagni, con l’incubo di tornare a vivere anche la prossima estate un incubo quotidiano a causa dell’insufficiente pressione dell’acqua dai rubinetti delle loro abitazioni. Il problema, annoso e mai risolto, si ripropone ogni anno con l’arrivo della bella stagione, costringendo i residenti a fronteggiare enormi difficoltà nella gestione delle attività domestiche più basilari.
Un problema cronico mai risolto
Calo della pressione e mancanza di interventi efficaci
Il disagio è dovuto alla scarsa portanza di un unico tubo, dal diametro ridotto, che serve decine di famiglie, una situazione ormai insostenibile per chi vive nella zona, non lontana dal Collegio Leoniano.
Nonostante le numerose segnalazioni inoltrate all’ente gestore del servizio idrico, la problematica persiste da anni senza alcun riscontro concreto.
Un residente racconta, visibilmente esasperato: “ci sentiamo completamente abbandonati. Ogni volta che proviamo a contattare l’ente gestore, ci sentiamo rispondere che stanno monitorando la situazione, ma i fatti dimostrano il contrario. Non possiamo più andare avanti così. Siamo alla disperazione.”
La frustrazione dei cittadini
Tante richieste e nessuna risposta
Le famiglie di via Montemarino sono ormai scoraggiate e non sanno più a chi rivolgersi. Alcuni cittadini hanno provato persino a riunirsi per presentare una petizione collettiva, ma l’azione non ha portato alcun risultato tangibile. “L’estate scorsa siamo rimasti senza acqua per giorni interi,” afferma un altro abitante della zona, “e quando finalmente riuscivamo a ottenere un filo d’acqua, la pressione era talmente bassa che non riuscivamo nemmeno a riempire un secchio. Abbiamo scritto, telefonato, mandato e-mail, ma nessuno ci ha mai dato una risposta chiara.”
La frustrazione è palpabile e cresce di giorno in giorno, mentre l’estate si avvicina e con essa la prospettiva di una nuova stagione di disagi.
Un appello alle istituzioni
La necessità di interventi immediati
Di fronte a una situazione che appare ormai senza via d’uscita, i cittadini chiedono con forza l’intervento delle istituzioni comunali e regionali per garantire l’accesso a un bene primario come l’acqua. “Non è possibile che nel 2025 si debba ancora lottare per avere acqua in casa,” conclude un abitante. “È una questione di dignità e di diritto.”