Venerdì 28 novembre 2025 è in programma uno sciopero generale nazionale, promosso da diversi sindacati di base — come USB, CUB, COBAS, ADL e SIAL — che abbraccia una vasta gamma di settori: trasporti, sanità, scuola e altri servizi pubblici e privati.
Il fulcro della protesta è la contestazione della Legge di Bilancio 2026, che molte sigle definiscono una “manovra di guerra”. I sindacati lamentano che le risorse vengano allocate in misura crescente per il riarmo e la spesa militare, mentre vengono trascurati settori cruciali per la collettività come la sanità, l’istruzione e i trasporti. Parallelamente, viene sollevata la questione della redistribuzione della ricchezza: tra le richieste esplicite ci sono un salario minimo dignitoso, l’aumento delle pensioni e misure per ristabilire il potere d’acquisto eroso dagli anni.
Per quanto riguarda la durata dello sciopero, la CUB ha dichiarato che l’astensione sarà totale per l’intera giornata del 28 novembre, fatta eccezione per alcune fasce di garanzia nei servizi essenziali. Nei trasporti ferroviari, ad esempio, il blocco è previsto dalle ore 21 del 27 novembre fino alle 21 del giorno successivo. Per il settore autostradale lo stop avrà luogo dalle 22 del 27 novembre alle 22 del 28. Anche il personale dei Vigili del Fuoco parteciperà, con uno sciopero di quattro ore nella mattinata del 28.
Nel comparto sanitario, la protesta si estende per tutto il turno: dallo smontaggio della notte del 27 alla conclusione dell’ultimo turno del 28. Non mancheranno mobilitazioni territoriali in molte città, promosse da COBAS, ADL, CLAP e SIAL, con la richiesta di investimenti strutturali in ospedali, scuole, università, trasporti e welfare.
Sul piano politico, lo sciopero assume anche una forte connotazione simbolica. La CUB ha indicato un legame diretto con la solidarietà al popolo palestinese: tra i punti del corteo vi è la richiesta del riconoscimento dello Stato di Palestina e la condanna dell’aumento delle spese militari. Secondo i promotori, la mobilitazione del 28 novembre non è solo un grido di protesta economica, ma una risposta collettiva a scelte politiche che penalizzano le classi lavoratrici e popolari.
In termini operativi, gli effetti concreti dello sciopero potrebbero essere avvertiti in vari ambiti: i passeggeri dei treni sono chiamati a verificare lo stato dei servizi, poiché alcune tratte potrebbero subire cancellazioni o variazioni al di fuori delle fasce garantite. Il personale scolastico e sanitario potrebbe partecipare in massa alla mobilitazione, con conseguenti rallentamenti nei servizi. Infine, l’USB invita i manifestanti a radunarsi sotto Monte Citorio, dove si prevede un momento simbolico per presentare “una Legge di Bilancio alternativa”.




