Un secolo di vita, ricordi e affetti che si intrecciano tra le colline della Ciociaria. Maria Angela Corsetti, nata ad Arce il 25 novembre 1925, ha spento martedì scorso cento candeline, circondata dall’amore della sua numerosa famiglia e dall’omaggio delle istituzioni locali.
La celebrazione si è svolta in un pomeriggio ricco di emozione presso la casa di riposo di Strangolagalli, dove Maria Angela vive attualmente dopo una lunga vita trascorsa tra la frazione di Colleolivo, l’emigrazione oltre confine e il ritorno alla sua terra d’origine. Un momento di festa semplice ma carico di significato, voluto dai numerosissimi nipoti e parenti che non hanno voluto far mancare il loro affetto in un giorno così speciale.

A rendere ancora più solenne la ricorrenza, la presenza dei sindaci Luigi Germani di Arce e Mauro Celli di Strangolagalli, accompagnati dal parroco Don Luigi Crescenzi, che ha voluto portare personalmente la sua vicinanza spirituale e un saluto affettuoso alla centenaria. Un gesto che ha testimoniato quanto Maria Angela sia parte integrante del tessuto sociale e umano di queste comunità.
I due primi cittadini hanno omaggiato la festeggiata con fiori e parole di stima, mentre il sindaco Germani ha voluto aggiungere un tocco di particolare solennità consegnando una pergamena ricordo e una copia autentica dell’atto di nascita, documenti che sigillano simbolicamente il legame indissolubile tra Maria Angela e la sua Arce.
Nel suo intervento, il primo cittadino di Arce ha ripercorso le tappe più significative di una vita intensa e ricca di esperienze. Gli anni giovanili trascorsi a Colleolivo, quando la vita scorreva al ritmo della campagna, tra l’impegno nell’agricoltura e la cura degli animali. Poi il grande passo: il periodo in Francia come emigrante, scelta coraggiosa di chi, come tanti ciociari del dopoguerra, cercava fortuna oltre confine. E infine, il ritorno nella terra natale, dove le radici hanno dimostrato di essere più forti della distanza.
Nonostante i cento anni compiuti, Maria Angela conserva una memoria vivace e uno spirito attento, sempre dedita all’ascolto e pronta a ricambiare l’affetto delle persone care. Non si è mai sposata, ma ha saputo costruire intorno a sé una rete di affetti familiari solida e duratura, circondandosi dell’amore della sua grande famiglia che oggi la celebra come esempio vivente di forza, dedizione e serenità.
La storia di Maria Angela Corsetti è quella di tante donne della sua generazione: donne che hanno attraversato il Novecento con dignità, che hanno conosciuto la fatica, l’emigrazione, il sacrificio, ma che hanno sempre mantenuto saldo il legame con le proprie origini. Donne che hanno costruito con le loro mani non solo il proprio destino, ma anche quello delle comunità a cui appartengono.
Oggi, mentre Arce e Strangolagalli si uniscono nel celebrare questo traguardo straordinario, Maria Angela rappresenta un ponte tra passato e presente, custode di una memoria collettiva che rischia di perdersi ma che, grazie a testimoni come lei, continua a vivere e a ispirare le nuove generazioni.
Cento anni non sono solo un numero: sono una biblioteca di storie, un archivio di tradizioni, un tesoro di saggezza. E Maria Angela Corsetti, con la sua vita semplice ma ricca di significato, ci ricorda che la vera ricchezza sta negli affetti coltivati, nella terra che ci ha visti nascere e nell’amore di chi ci sta accanto.




