La riorganizzazione del trasporto pubblico locale nel Lazio potrebbe creare pesanti ripercussioni anche sui territori della Valle del Sacco. A farne le spese saranno – tra gli altri – anche i pendolari di Sgurgola, che dal primo gennaio 2026 si troveranno a fronteggiare un servizio di navetta completamente scollegato dagli orari ferroviari e con buchi di copertura che lasciano intere fasce orarie scoperte.
La situazione è talmente critica che circa 400 cittadini hanno deciso di mobilitarsi, firmando una petizione inviata oggi tramite PEC alla Regione Lazio, ad ASTRAL, al Ministero dei Trasporti, alla ditta Corsi & Pampanelli (gestore del servizio nell’UdR 3 Valle del Sacco), al Comune di Sgurgola e al Prefetto di Frosinone. Un grido di allarme che fotografa una realtà insostenibile per lavoratori, studenti universitari e tutti coloro che ogni giorno devono raggiungere la stazione ferroviaria di Sgurgola per i propri spostamenti.

La riforma del trasporto pubblico regionale, che ha dato vita alle Unità di Rete (UdR), prometteva di razionalizzare i servizi e garantire una mobilità più efficiente ed equa su tutto il territorio laziale. Tuttavia, per Sgurgola – ma anche per molti altri paesi – la promessa si è già trasformata in un incubo quotidiano. La nuova gestione eliminerà le corse mattutine essenziali, creando un vuoto incolmabile nelle ore pomeridiane e lasciato completamente scoperte le fasce serali e notturne.
Il primo nodo riguarda le prime ore del mattino, quando migliaia di pendolari devono raggiungere Roma Termini per iniziare il turno di lavoro. Le corse delle 4:30, 5:05 e 5:45, che garantivano la coincidenza con i treni diretti verso la capitale, sono state completamente eliminate. Questo significa che i lavoratori non possono più prendere i treni delle 4:45, 5:20 e 6:00 da Sgurgola verso Roma, né i treni provenienti da Frosinone con arrivi alle 4:44 e 5:19. Per chi deve timbrare il cartellino alle 6 o alle 7 del mattino nella capitale, questa cancellazione equivale a un’impossibilità materiale di svolgere il proprio lavoro.
La fascia pomeridiana presenta un altro buco nero nel sistema. Tra le 14 e le 17 non esiste alcuna corsa di navetta che colleghi il centro città alla stazione ferroviaria. Un vuoto di tre ore che impedisce qualsiasi spostamento e che rende impossibile prendere i treni in partenza verso Roma Termini delle 14:38, 15:40 e 16:42, oppure verso Frosinone delle 15:13 e 16:20. Allo stesso modo, chi arriva con i treni da Roma delle 14:19, 15:12 e 16:19 o da Frosinone delle 15:39 e 16:41 si trova bloccato in stazione, senza possibilità di rientrare in paese. Una situazione paradossale che colpisce studenti che frequentano corsi universitari pomeridiani, lavoratori con turni flessibili e chiunque debba effettuare visite mediche o commissioni nella capitale.
La situazione si aggrava ulteriormente nelle ore serali. L’ultima navetta parte alle 19:20, lasciando completamente scoperta tutta la fascia serale e notturna. Dopo quell’orario, la stazione ferroviaria diventa praticamente irraggiungibile dal paese e viceversa. I pendolari non possono più prendere i treni in partenza verso Frosinone delle 20:21, 21:38 e 22:34, né verso Roma delle 20:40, 21:26 e 22:27. Chi arriva con i treni da Roma delle 20:20, 21:37 e 22:33 o da Frosinone delle 19:39, 20:39, 21:25 e 22:26 si trova letteralmente abbandonato, costretto a cercare soluzioni alternative come taxi (con costi elevati) o passaggi da parenti e amici.
Un caso emblematico riguarda il treno in arrivo da Roma alle 17:19, per il quale la navetta è programmata in partenza dal paese alle 17:20. Una tempistica che rende materialmente impossibile la coincidenza per chi scende dal treno, costringendo i viaggiatori ad attendere la corsa successiva con lunghe e inutili attese.
La rigidità del nuovo sistema rappresenta un’ulteriore aggravante. L’attuale frequenza delle corse, programmata ogni 20 minuti, ha creato un meccanismo inflessibile che impedisce agli autisti di attendere le coincidenze in caso di ritardi ferroviari. La lettera dei pendolari denuncia l’inaccettabilità di vedere partire navette vuote mentre il treno sta entrando in stazione con pochi minuti di ritardo. Una situazione che vanifica il servizio stesso e che evidenzia una totale mancanza di coordinamento tra trasporto su gomma e trasporto ferroviario.
La protesta dei cittadini di Sgurgola si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà che sta investendo numerosi comuni della Valle del Sacco dopo l’avvio della nuova gestione del trasporto pubblico locale. Anche Colleferro e Anagni hanno segnalato criticità simili, con amministrazioni comunali che hanno chiesto formalmente ad ASTRAL modifiche e correttivi agli orari. Il Comune di Colleferro ha evidenziato come alcune linee circolari non siano più coordinate con le partenze dei treni, mentre il Comune di Anagni ha avviato un monitoraggio specifico proprio per intercettare i disagi segnalati da studenti e lavoratori.
La riforma del trasporto pubblico nel Lazio, fortemente voluta negli anni scorsi per superare la frammentazione dei servizi gestiti dai singoli comuni, sta mostrando ancora prima di iniziare tutte le difficoltà di un passaggio epocale. L’obiettivo dichiarato dalla Regione Lazio e dall’Assessore ai Trasporti Fabrizio Ghera era quello di creare un sistema più efficiente, capillare ed equo, con una gestione centralizzata affidata ad ASTRAL e con l’integrazione tariffaria attraverso il sistema Metrebus Plus. Tuttavia, la programmazione degli orari sembra non aver tenuto conto delle reali esigenze dei pendolari e della necessità di garantire la sincronizzazione con il trasporto ferroviario regionale.
Nella lettera inviata oggi, i 400 pendolari di Sgurgola avanzano richieste precise e urgenti. Chiedono il ripristino immediato delle corse soppresse per coprire le partenze e gli arrivi ferroviari nelle fasce mattutine, pomeridiane e serali. Richiedono inoltre che gli orari delle navette siano sincronizzati sugli orari ferroviari effettivi e non su cadenze fisse che ignorano completamente i transiti dei treni. Infine, sollecitano l’istituzione formale dell’obbligo di attesa della coincidenza in caso di ritardo del treno, una prassi di buon senso che garantirebbe l’effettivo interscambio modale.
La mobilitazione dei cittadini di Sgurgola rappresenta un banco di prova importante per la Regione Lazio e per ASTRAL. La capacità di rispondere tempestivamente a queste criticità determinerà il successo o il fallimento dell’intera riforma del trasporto pubblico locale. I territori della Valle del Sacco, già penalizzati da anni di servizi insufficienti, non possono permettersi di vedere peggiorare ulteriormente la propria connettività con il resto della regione.
Il rischio concreto è quello di un isolamento territoriale che colpirebbe duramente l’economia locale, la mobilità studentesca e la qualità della vita delle famiglie. Lavoratori costretti a cambiare turno o addirittura a cercare occupazioni più vicine a casa, studenti universitari impossibilitati a frequentare lezioni e esami, anziani e persone fragili tagliate fuori dai servizi sanitari e amministrativi della capitale. Uno scenario che contrasta drammaticamente con gli obiettivi dichiarati della riforma regionale.
“La ditta Corsi&Pampanelli, aggiudicataria del servizio nell’UdR 3 Valle del Sacco in associazione RTI con Cilia Italia, contattata dal nostro giornale, ha manifestato la propria disponibilità a valutare la fattibilità di eventuali modifiche del servizio, qualora ASTRAL, ente appaltante ed unico soggetto che può modificare ed autorizzare variazioni del servizio, ritenesse di accogliere le segnalazioni di criticità avanzate da utenti o amministrazioni comunali e ne facesse richiesta all’RTI.
Il Sindaco di Sgurgola Antonio Corsi – interpellato da anagnia.com – ha affermato di aver seguito con attenzione l’evoluzione della vicenda fin dalle prime avvisaglie della riorganizzazione. “Già il 9 dicembre scorso ho inviato una comunicazione formale all’Assessore Fabrizio Ghera per manifestare le nostre preoccupazioni rispetto alle modifiche che si stavano delineando. Era evidente che quanto stavano programmando non rispondeva alle reali esigenze della nostra comunità e dei nostri pendolari. Due giorni dopo, l’11 dicembre, è arrivata la comunicazione ufficiale ai sindaci con i nuovi orari”.
Il primo cittadino evidenzia alcune incongruenze nella riorganizzazione: “Nella nuova programmazione sono state inserite alcune corse aggiuntive in direzione del cimitero comunale, ma si tratta di un intervento che non risolve affatto le criticità principali. I nostri pendolari hanno bisogno di collegamenti efficaci con la stazione ferroviaria per raggiungere i luoghi di lavoro e studio, non di corse verso il cimitero che, pur essendo un servizio apprezzabile, non può sostituire le coincidenze fondamentali con i treni”.
Antonio Corsi ha quindi intensificato l’interlocuzione con i vertici di ASTRAL: “Ho sentito direttamente al presidente Pino Simeone ribadendo il nostro fermo dissenso. La risposta che ho ricevuto sostanzialmente scarica la responsabilità sulla pianificazione operativa: ci hanno detto che hanno assegnato al nostro Comune un monte chilometri prestabilito e che possiamo organizzarci autonomamente su come distribuire il servizio”.

Il Sindaco annuncia quindi le prossime mosse dell’amministrazione comunale: “Domani stesso – 30 dicembre 2025 – invierò una comunicazione ufficiale alla Corsi & Pampanelli per chiedere formalmente di mantenere gli orari precedenti. Dal punto di vista tecnico dovrebbe essere possibile: se il monte chilometri è invariato e le corse verso il cimitero non sono essenziali quanto quelle per la stazione, si può ripristinare il servizio così com’era”.
Dal canto loro, i pendolari di Sgurgola – ma non solo loro – attendono risposte concrete dalle istituzioni regionali e dai gestori del servizio. La raccolta firme rappresenta un segnale forte di una comunità che non intende subire passivamente un servizio inadeguato e che rivendica il diritto alla mobilità come diritto fondamentale per l’accesso al lavoro, allo studio e ai servizi essenziali. La sfida è ora nelle mani della Regione Lazio, di ASTRAL e dell’Assessore Fabrizio Ghera, chiamati a dimostrare che la riforma del trasporto pubblico non è solo un’operazione amministrativa, ma un progetto concreto al servizio dei cittadini e dei territori.




