Nella posta del nostro canale Instagram è arrivato, questa sera, 4 gennaio 2026, un messaggio che ci ha colpito per la sua semplicità e per la forza umana che riesce a trasmettere. A scriverci è una giovane ragazza, di origine kirghisa, di nome Zhanna, che ci ha raccontato un breve ma intenso incontro avvenuto sul treno regionale delle 18.42 del primo gennaio scorso, durante il viaggio da Roma a Cassino.
Un gesto silenzioso, fatto di attenzione e rispetto, che in un momento di grande fragilità ha rappresentato per lei un sostegno autentico. La ragazza non chiede nulla se non la possibilità di dire “grazie” a chi, senza conoscerla, ha scelto di esserle accanto.
Abbiamo deciso di pubblicare integralmente la sua lettera, così come ci è stata inviata, nella speranza che possa aiutarla a rintracciare il giovane che descrive — o che possa arrivare direttamente a lui. Invitiamo i lettori a condividere questo messaggio: a volte, anche una piccola possibilità può fare la differenza.
Chiunque riconoscesse la storia, il ragazzo descritto o fosse direttamente la persona coinvolta, può scrivere all’indirizzo redazione@anagnia.com. La redazione si occuperà di mettere in contatto le parti, nel pieno rispetto della privacy.
Ciao,
scrivo con tanta speranza e un po’ di cuore spezzato. Sono una ragazza del Kirghizistan. Alcuni giorni fa stavo viaggiando da sola sul treno Roma–Cassino. In quel momento ero molto triste e non riuscivo a trattenere le lacrime. Di fronte a me c’era un giovane italiano. Non ha fatto domande, non ha chiesto nulla — semplicemente mi ha confortato con gentilezza: ha silenziosamente condiviso una delle sue cuffie e ha messo delle canzoni calde e confortanti, e poi mi ha dato dei fazzoletti Decò.
Prima di scendere, mi ha scritto usando il traduttore e mi ha mostrato una frase che non dimenticherò mai:
non so cosa sia successo, ma spero di averti almeno un po’ sollevato. Buon anno, non essere triste, mio amico ❤️.
È sceso, credo, alla stazione Anagni–Fiuggi. L’ho ringraziato, ma… purtroppo, confusa, non gli ho chiesto i contatti.
E ora questo mi tormenta.
Non so il suo nome. Non so da dove viene. So solo che aveva circa 18–25 anni, pantaloni sportivi blu (credo) e occhiali. Io indossavo un cappotto marrone, sciarpa marrone e pantaloni di pelle neri. Ma una cosa la so con certezza: la sua gentilezza mi ha salvato in un momento molto difficile.
Non cerco nulla di sbagliato. Voglio solo ringraziarlo ancora una volta. E forse sapere come si chiama la persona dal cuore così grande. Se potete pubblicare questa storia, condividerla o aiutarmi a diffonderla, vi sarò infinitamente grata. Anche una piccola possibilità per me adesso è tutto.
Grazie a chiunque abbia letto. A volte, un solo gesto di gentilezza può cambiare il mondo di qualcuno.
Zhanna




