Tanti pendolari anagnini – ma non solo – fanno i conti, in questi ultmi giorni, con un rompicapo tra le mani. Il nuovo anno non ha portato solo i soliti buoni propositi, ma l’annunciata rivoluzione nel Trasporto Pubblico Locale che sta mettendo a dura prova la pazienza di chi, ogni mattina, sfida il freddo e l’umidità per raggiungere il posto di lavoro o l’università. Dal primo gennaio, infatti, il servizio di navette urbane è passato sotto una nuova gestione regionale che, stando alle segnalazioni raccolte dalla redazione di anagnia.com, sembra aver dimenticato un elemento fondamentale: la chiarezza.
“Il cuore del problema risiede nelle nuove tabelle orarie. Se prima il sistema era intuitivo e consolidato, oggi consultare i quadri delle partenze è diventato un esercizio di enigmistica”, spiega una giovane studentessa ad anagnia.com. Molti cittadini lamentano l’impossibilità di capire con certezza se un autobus passerà o meno durante i giorni festivi e, soprattutto, a che ora effettiva transiterà nelle fermate chiave. Il punto più critico è senza dubbio la Stazione FS Anagni-Fiuggi, lo snodo vitale dove il tempo si misura in manciate di secondi per non perdere il treno verso Roma o Cassino.
A rendere lo scenario ancora più amaro è il fattore meteorologico. In questi primi giorni di gennaio, caratterizzati da piogge battenti, è tornato prepotentemente a galla il problema delle pensiline mancanti. In molte fermate, (esempio lampante è quello della via Anticolana, dove quando piove tante persone devono ripararsi nel gabbiotto dei carrelli di un vicino supermercato), l’attesa si trasforma in un calvario sotto l’acqua. È una questione che questo giornale ha sollevato più volte in passato, chiedendo interventi strutturali ma che ad oggi resta un’incompiuta. Vedere studenti e lavoratori inzuppati mentre tentano di decifrare orari ambigui è l’immagine di un servizio che fatica a dirsi moderno.
Gli enti competenti assicurano un’attività di monitoraggio costante, ammettendo che ogni fase di transizione può generare criticità iniziali. Tuttavia, la richiesta che arriva forte dalla base, e in particolare dai pendolari di zone come Osteria della Fontana e San Bartolomeo, è quella di un’immediata revisione della comunicazione. Non servono solo autobus che viaggino, servono informazioni certe che permettano di programmare la vita quotidiana senza l’ansia di restare a piedi. In attesa che il monitoraggio produca i suoi frutti, i cittadini continuano a consultare freneticamente i propri smartphone, sperando che la prossima navetta non sia solo un fantasma su carta.




