Frosinone trema sotto i colpi di una crisi politica che ormai ha superato i confini di Palazzo Munari per approdare direttamente nelle segreterie romane. In un clima di incertezza che sembra preludere alla fine anticipata della consiliatura, il capogruppo di Forza Italia, Maurizio Scaccia, ha deciso di rompere il silenzio con un intervento dai toni durissimi. Quello che emerge è il ritratto di una coalizione di centrodestra ormai ridotta a un cumulo di macerie, dove il dialogo è stato sostituito dai diktat e le strategie comuni dai “giochi di palazzo” più intriganti.

La scintilla che ha fatto traboccare il vaso è l’ennesimo vertice, questa volta convocato a Roma presso la Camera dei Deputati, per discutere le sorti della giunta guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli. Un tavolo tecnico-politico che ha visto protagonisti i vertici regionali di Lega e Fratelli d’Italia, ma dal quale Forza Italia è stata volutamente lasciata fuori. Un’esclusione che Maurizio Scaccia definisce come l’ultimo atto di un “regime autoritario e opprimente” che si sarebbe instaurato nel capoluogo ciociaro.
Il capogruppo azzurro non risparmia fendenti, ricordando come il suo partito sia stato la culla politica di molti di coloro che oggi siedono nelle stanze del potere comunale. Forza Italia, secondo Maurizio Scaccia, è stata sistematicamente estromessa dalle decisioni importanti, vedendo le proprie proposte ignorate e disattese per oltre un anno e mezzo. Un isolamento che ha spinto il partito a scegliere la via di un’opposizione ferma, coerente con i valori di libertà e democrazia ereditati dal fondatore Silvio Berlusconi.
Il clima che si respira tra i corridoi del Comune è quello di una resa dei conti imminente. Mentre il sindaco Riccardo Mastrangeli lancia ultimatum agli alleati “dissidenti”, minacciando il ritorno alle urne se non ci sarà un riallineamento immediato, Maurizio Scaccia punta il dito contro una gestione del potere che avrebbe tradito il mandato elettorale. L’accusa è grave: la ricerca del bene comune sarebbe stata abbandonata in favore del mantenimento delle poltrone, arrivando persino a cercare sponde e alleanze trasversali con l’opposizione storica pur di sopravvivere.
La situazione sembra ormai irrimediabile. Se da un lato si tenta una mediazione diplomatica sui tavoli romani, dall’altro la base frusinate scalpita. Per Forza Italia, l’ipotesi di lavare i panni sporchi lontano da casa è un errore strategico e morale. La via d’uscita prospettata dal capogruppo è una sola: restituire la parola agli elettori. Il ritorno al voto non viene visto come una sconfitta, ma come l’unica soluzione per porre fine a quello che Maurizio Scaccia definisce un “marasma” politico, riportando la luce della speranza e della trasparenza sotto la bandiera azzurra.




