Il giorno dell’Epifania, che avrebbe dovuto chiudere le festività con il tradizionale volo della Befana, si è trasformato in una giornata di massima emergenza per l’intero territorio regionale. Una perturbazione violentissima, che da giorni staziona sul centro Italia, ha scaricato nelle ultime ore quantità di pioggia record, mettendo in ginocchio la provincia di Frosinone e costringendo i soccorritori a una vera e propria corsa contro il tempo. I dati che arrivano dal campo descrivono una situazione critica, con il personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco impegnato in un tour de force che non accenna a diminuire.
La notte appena trascorsa è stata segnata da una pioggia battente e incessante che ha saturato i terreni, provocando i primi seri cedimenti strutturali. Le squadre di soccorso sono state chiamate a intervenire in rapida successione tra Frosinone, Veroli, Paliano, Cassino e Patrica. Complessivamente, sono circa trenta le operazioni portate a termine dalle prime luci dell’alba, riguardanti principalmente smottamenti, allagamenti di scantinati e danni d’acqua che hanno reso necessario l’utilizzo di idrovore e attrezzature speciali per la messa in sicurezza dei siti più esposti.
Con il passare delle ore il quadro meteorologico non è migliorato. Intorno alle 13.42, la situazione in provincia di Frosinone si è ulteriormente aggravata. A Ceccano, la Squadra 1A di Frosinone è stata impegnata in un delicato soccorso a persona, reso complicato dai livelli dell’acqua che hanno invaso alcune aree urbane. Contemporaneamente, il distaccamento della 4A di Sora è dovuto intervenire d’urgenza ad Arpino, dove la furia del vento e la pesantezza del suolo hanno causato la caduta di un grosso albero sopra un’abitazione privata. Oltre ai danni strutturali, i soccorritori hanno dovuto lavorare per il ripristino della sicurezza a causa del tranciamento di alcuni cavi elettrici, che ha lasciato diverse utenze isolate.
A Sgurgola, una giovane donna è rimasta bloccata all’interno della propria autovettura a causa dell’improvviso innalzamento del livello dell’acqua sul manto stradale. La situazione si è risolta grazie al pronto intervento di un uomo del posto, Salvatore Tapurali, che l’ha raggiunta e l’ha aiutata a mettersi in salvo, consentendole di uscire dall’acqua in sicurezza.
Il fronte del dissesto idrogeologico si è manifestato con forza anche a Veroli, dove è stata segnalata una frana di ampie proporzioni che minaccia la viabilità locale. Mentre i tecnici della Protezione Civile monitorano i corsi d’acqua, la Squadra 2A di Frosinone è rimasta in stato di massima allerta per gestire nuove segnalazioni di allagamenti nel capoluogo. La pressione sulle sale operative è altissima: con altri cinque interventi in coda e la pioggia che continua a cadere, la priorità resta la salvaguardia della pubblica incolumità.
Non va meglio nella Capitale, dove il Sindaco Roberto Gualtieri ha disposto misure drastiche per fronteggiare l’Allerta Arancione diramata dal Dipartimento della Protezione Civile. A Roma, per motivi di sicurezza, sono rimasti chiusi parchi, ville storiche e cimiteri, nel timore che le forti raffiche di vento possano causare ulteriori schianti di alberature. La sorveglianza è massima lungo le banchine del Tevere e dell’Aniene, con quest’ultimo che presenta livelli idrometrici preoccupanti. In questo scenario di festa blindata, il consiglio delle autorità resta quello di limitare gli spostamenti al minimo necessario e di prestare la massima attenzione alla guida, specialmente in prossimità di sottopassi e zone storicamente soggette ad accumuli d’acqua.




