Il contrasto è suggestivo e potente: da una parte la tecnologia d’avanguardia di Avio, leader europeo nella propulsione spaziale e cuore pulsante dei lanciatori Vega; dall’altra il calore umano di un gesto antico quanto la fabbrica stessa. Anche quest’anno, nel periodo compreso tra la vigilia di Natale e l’Epifania, la solidità aziendale si è trasformata in solidarietà concreta. Attraverso lo storico Avio Club BPD, il colosso dell’aerospazio ha varcato i cancelli dello stabilimento per raggiungere le case di chi sta attraversando un momento di fragilità, distribuendo pacchi alimentari e beni di prima necessità in tutto il territorio.
Questa iniziativa non è un caso isolato, ma affonda le radici in un’eredità morale che risale al 1912. Come ricordato da Enrico Cesaritti, Segretario Generale dell’Avio Club BPD, la missione sociale era nel destino dei fondatori Giovanni Bombrini e Leopoldo Parodi-Delfino. Quando nacque la fabbrica, nacque anche una comunità: case, ospedali e scuole furono costruiti insieme alle officine. Quel legame indissolubile tra il polo industriale e la popolazione continua a vivere oggi attraverso il club, nato ufficialmente nel 1936 con il nome di BPD Club, e ancora oggi attivo nel fare da ponte tra il mondo del lavoro e le necessità dei residenti.
L’operazione di quest’anno ha avuto una portata significativa, toccando circa sette comuni del circondario. Sono stati consegnati tra i quaranta e i cinquanta pacchi, un numero che cresce se si considera la grande quantità di beni consegnati direttamente a Don Nando, cappellano dell’ospedale, che si è occupato della distribuzione capillare sul territorio. Enrico Cesaritti ha voluto sottolineare come l’obiettivo non sia risolvere ogni problema, ma far sentire le persone meno sole, ribadendo che per una società sana essere solidali è un dovere imprescindibile.
Un elemento di particolare valore aggiunto per l’edizione di quest’anno è arrivato dalla cultura. Una parte dei fondi necessari per l’acquisto degli alimenti è stata infatti garantita dalla dottoressa Francesca Lillo, Amministratore Unico di SE.CO.SV.IM, che ha messo a disposizione il ricavato del suo libro intitolato “Un territorio per la Fabbrica, una Fabbrica per il territorio”. Un titolo che è quasi un manifesto programmatico e che sintetizza perfettamente la simbiosi tra lo sviluppo industriale di Colleferro e il benessere sociale della sua gente.
Il successo della distribuzione è stato reso possibile grazie a una rete di collaborazione che vede protagonisti i consiglieri del Circolo Avio e le istituzioni religiose locali. In un mondo che corre veloce verso l’innovazione tecnologica, la storia di Avio insegna che non si possono conquistare le stelle se si dimenticano le necessità di chi cammina sulla terra. La vicinanza alle famiglie del comprensorio resta dunque un pilastro fondamentale, una missione che continua a brillare anche quando le luci delle feste si spengono, confermando che la fabbrica è, prima di tutto, un bene comune.




