Il controllo capillare del territorio operato dai Carabinieri nelle zone del basso Lazio continua a produrre risultati concreti, offrendo risposte rapide alla richiesta di sicurezza dei cittadini. Tra Sant’Elia Fiumerapido ed Esperia, i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno chiuso il cerchio su due vicende profondamente diverse ma accomunate dalla rapidità dell’azione investigativa e dalla tutela delle fasce più esposte.
A Sant’Elia Fiumerapido, l’episodio che aveva destato preoccupazione tra i residenti risale allo scorso dicembre. Una donna del posto, mentre percorreva le vie del centro, era stata avvicinata da un giovane che, con mossa fulminea e violenta, l’aveva spintonata per poi strapparle il portafoglio dalle mani. Un colpo da circa 400 euro in contanti e carte bancarie, prima di una fuga precipitosa tra i vicoli del paese. Tuttavia, la libertà del presunto responsabile è durata poco. Grazie alla lucida testimonianza della vittima e alla minuziosa analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza comunale, i Carabinieri della locale Stazione sono riusciti a risalire a un 20enne del posto. Il giovane, già noto agli uffici nonostante la tenera età, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino per il reato di furto con strappo.
Scenario ben più drammatico quello ricostruito a Esperia, dove i militari hanno messo fine a una spirale di violenza domestica che rischiava di sfociare in tragedia. Un 34enne è stato raggiunto da una misura cautelare personale di allontanamento urgente dalla casa familiare e divieto di avvicinamento, con l’obbligo di restare ad almeno 500 metri dalla vittima. L’indagine è scaturita da un terribile episodio avvenuto la notte di San Silvestro: l’uomo, rientrato in casa, avrebbe aggredito la moglie nella sala da pranzo, incurante della presenza dei figli minori. Nel corso della colluttazione, l’uso di un oggetto in vetro ha causato ferite alla donna; nemmeno l’intervento di uno zio, accorso per difendere la nipote e colpito a sua volta con un ombrello, aveva placato la furia dell’indagato.
Dopo le cure ricevute presso l’ospedale di Cassino, dove i feriti sono stati giudicati guaribili in otto giorni, sono emerse anche pesanti minacce di morte rivolte dall’uomo alla consorte per costringerla a ritirare la denuncia. Un quadro indiziario pesantissimo che ha spinto il Tribunale di Cassino, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a emettere il provvedimento restrittivo eseguito lo scorso 5 gennaio. Le accuse per il 34enne sono pesanti: maltrattamenti contro familiari o conviventi, lesioni personali aggravate e minaccia aggravata. Ancora una volta, la presenza costante delle Forze dell’Ordine sul campo si conferma l’unico argine efficace contro la criminalità predatoria e la violenza tra le mura domestiche.




