Il silenzio della notte spezzato dal fragore delle esplosioni e il bagliore improvviso delle fiamme che divorano le auto in sosta sono immagini che la città di Latina ha dovuto conoscere troppo da vicino negli ultimi mesi. Una strategia del terrore metodica e spietata, messa in atto da una criminalità sempre più spregiudicata, a cui lo Stato ha risposto questa mattina – 8 gennaio 2025 – con un colpo durissimo. Un’operazione congiunta, condotta in perfetta sinergia tra l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato, ha portato all’esecuzione di quattro misure di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. del Tribunale di Latina, la dottoressa Barbara Cortegiano.
L’indagine, coordinata con estremo rigore dalla Procura della Repubblica di Latina sotto la guida del Procuratore Aggiunto dottoressa Luigia Spinelli, ha sollevato il velo su un contesto criminale strutturato e pericoloso. Al centro dell’inchiesta si staglia un gruppo emergente composto da giovani determinati a imporre il proprio sigillo su una nota piazza di spaccio cittadina. Non si è trattato di semplici episodi isolati di vandalismo, ma di un vero e proprio disegno criminoso unitario finalizzato all’intimidazione della collettività e alla sottomissione dei gruppi rivali. La conquista del territorio passava per l’uso sistematico di ordigni artigianali e incendi dolosi, strumenti scelti per mandare messaggi inequivocabili in un linguaggio fatto di fuoco e detriti.
Le cronache locali avevano già registrato con preoccupazione quegli attentati che, nel cuore della notte, avevano squarciato la quiete dei condomini, danneggiando portoni, vetrate e vani scale. Le attività investigative, portate avanti senza sosta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina e dalla Polizia di Stato di Latina, hanno permesso di collegare questi tasselli di violenza a una strategia mirata. Grazie a un costante monitoraggio del territorio, pedinamenti e attività tecniche sofisticate, gli inquirenti hanno documentato come i soggetti coinvolti disponessero di un arsenale preoccupante, comprensivo di pistole con matricola abrasa e materiali esplosivi pronti all’uso.
La pericolosità del sodalizio è stata confermata dalla capacità di questi soggetti di agire come una vera forza d’urto per ostacolare l’azione delle forze dell’ordine e consolidare il proprio controllo sulle aree urbane contese. Nel corso delle perquisizioni e degli interventi congiunti, sono stati sequestrati ulteriori armi e munizioni, una mossa preventiva che ha evitato che la scia di sangue e fumo potesse allungarsi ulteriormente. L’efficacia del coordinamento tra le diverse anime della polizia giudiziaria ha permesso di cristallizzare ruoli e responsabilità, chiudendo il cerchio attorno agli indagati.
Al momento dell’esecuzione dell’ordinanza, tre dei destinatari del provvedimento si trovavano già ristretti in strutture carcerarie per altri reati, a testimonianza di una caratura criminale già nota, mentre il quarto uomo è stato rintracciato proprio questa mattina nel capoluogo pontino. Questa operazione non rappresenta solo un successo investigativo, ma lancia un segnale di rassicurazione fondamentale a tutta la cittadinanza: la presenza dello Stato a tutela della sicurezza pubblica e della legalità rimane un baluardo invalicabile contro ogni forma di prevaricazione violenta.




