La tensione tra i tornanti e le pendenze di via Colle Saricone non accenna a placarsi, ma oggi alla voce dei residenti preoccupati si aggiunge la replica ferma dell’amministrazione comunale. Dopo le segnalazioni riguardanti lo smottamento che ha parzialmente compromesso la carreggiata, lasciando cittadini e famiglie in attesa di risposte concrete, è il vicesindaco Riccardo Ambrosetti a prendere la parola. L’obiettivo dichiarato è quello di fare chiarezza su una vicenda che rischia di scivolare nel fango delle polemiche, proprio come la terra che ha ceduto ancor di più sotto i colpi delle ultime intense piogge.
Il cuore della questione risiede nel delicato equilibrio tra la manutenzione pubblica e i doveri dei singoli cittadini. Secondo il braccio destro del sindaco, parlare di un Comune di Anagni immobile o sordo alle richieste del territorio è una ricostruzione che non corrisponde alla realtà dei fatti. Riccardo Ambrosetti sottolinea come l’Ufficio Tecnico sia già mobilitato da settimane attraverso una serie di sopralluoghi tecnici e un monitoraggio costante della zona. Le transenne apparse lungo la via non sarebbero dunque un segnale di abbandono, ma le prime misure di messa in sicurezza adottate per garantire il transito ininterrotto di mezzi pesanti e, soprattutto, degli scuolabus, prioritari per la vita quotidiana della comunità.
Tuttavia, il cronista che percorre quella strada non può non notare la complessità morfologica dell’area, dove la pendenza accentuata trasforma ogni acquazzone in una sfida per la tenuta del suolo. Ed è proprio su questo punto che il vicesindaco Riccardo Ambrosetti lancia l’affondo più pesante, spostando l’attenzione sulle inadempienze dei privati. Gran parte delle criticità idrauliche che oggi minacciano alcune abitazioni deriverebbero da mancanze storiche dei proprietari degli immobili. Molti dei fabbricati della zona, sorgendo sotto il livello stradale, necessiterebbero di rigorosi sistemi di scolo e regimazione delle acque che, stando alla nota dell’amministrazione, non sarebbero mai stati realizzati.

La posizione della giunta è dunque netta: la collettività non può farsi carico delle omissioni dei singoli. Sebbene le piogge abbiano agito da detonatore, la miccia del problema sarebbe da ricercare in una gestione del privato che negli anni ha ignorato le norme edilizie e di sicurezza idrogeologica. Questo crea una situazione di stallo pericolosa, in cui la legittima preoccupazione dei residenti si scontra con il confine invalicabile delle competenze burocratiche e legislative. Il Comune si dice pronto a intervenire per la sua parte con soluzioni strutturali, ma esige che anche i privati facciano un passo avanti per risolvere definitivamente il rischio.
In questo scenario, la parola d’ordine che arriva dal Palazzo civico è collaborazione, condita da un invito a spegnere i toni dell’allarmismo mediatico. La sicurezza della viabilità in via Colle Saricone resta una priorità, ma la risoluzione dei problemi complessi richiede tempo e, soprattutto, la partecipazione di tutti gli attori in campo. Il dibattito resta aperto, mentre i residenti continuano a guardare il cielo con il timore che la prossima nuvola possa riaprire vecchie ferite nel terreno e nuove fratture nel dialogo tra istituzioni e cittadinanza.




