Ci sono atmosfere che il tempo non può scalfire e la giornata di ieri ne è stata la prova tangibile. Il Presepe Vivente di Vico nel Lazio ha chiuso l’edizione 2026 con un bilancio che parla di un vero e proprio trionfo di partecipazione e di comunità. Nonostante il rinvio forzato a causa del maltempo dei giorni scorsi, la data dell’11 gennaio si è trasformata in un’occasione magica per riscoprire il cuore pulsante del centro storico, confermando come il fascino della rievocazione sappia andare ben oltre il canonico calendario natalizio.

L’iniziativa è stata il frutto di un meticoloso lavoro corale che ha visto in prima linea l’impegno di numerosi cittadini volontari, supportati dal contributo fondamentale della Regione Lazio. Un ruolo chiave nel coordinamento della macchina organizzativa è stato svolto dai consiglieri comunali Maria Teresa Fanti e Paolo Antonucci, i quali hanno lavorato instancabilmente per garantire la sicurezza e la perfetta riuscita di un evento che ha registrato quasi 2.000 presenze.

Il pubblico, giunto da ogni angolo della provincia e non solo, è rimasto affascinato dal nuovo percorso di visita studiato per questa edizione. Le strette viuzze in pietra del borgo si sono animate con le scene della natività, ma la vera novità che ha riscosso un plauso unanime è stata la sperimentazione di un itinerario enogastronomico integrato. Lungo il cammino, i visitatori hanno potuto riscoprire l’autenticità dei sapori locali, degustando olio extravergine, vino delle vigne ciociare, formaggi artigianali e i dolci tipici della tradizione vichese, creando un connubio perfetto tra spiritualità e valorizzazione delle eccellenze del territorio.

L’Amministrazione comunale – in primis il sindaco Stefano Pelloni – ha espresso profonda soddisfazione per l’accoglienza ricevuta, sottolineando come la riuscita della manifestazione sia il giusto premio per i tanti figuranti che, con passione, hanno dato vita a mestieri antichi e scene bibliche.

Un elemento di particolare colore è stato rappresentato dalla presenza di una piccola delegazione proveniente dal Nord Europa. Gli ospiti stranieri sono rimasti letteralmente incantati dalla bellezza architettonica di Vico nel Lazio e dal calore umano sprigionato da una rappresentazione così sentita e autentica, portando oltre i confini nazionali il nome del borgo.





