Percorrere il tratto dell’Autostrada A1 che separa Frosinone dalla Capitale è un’abitudine consolidata per migliaia di persone, per alcuni addirittura un rito quotidiano. Eppure, ultimamente, questo tragitto sembra aver perso un po’ della sua proverbiale linearità. Senza voler gridare all’emergenza, chiunque si trovi al volante nota che il manto stradale ha iniziato a mostrare i segni di una certa stanchezza. Non si parla di voragini o crateri, ma di quei sottili e fastidiosi avvallamenti che, a velocità di crociera, trasformano il viaggio in una sorta di leggera ma costante altalena.
Il problema, segnalato con insistenza da molti utenti che utilizzano i canali di assistenza o si confrontano sui gruppi social, riguarda la regolarità del piano viabile. Queste imperfezioni si formano per una combinazione di fattori: il peso dei mezzi pesanti, l’azione delle piogge e un’usura naturale che la manutenzione ordinaria non sempre riesce a intercettare con la dovuta rapidità. Per chi guida, l’effetto è quello di un piccolo sobbalzo imprevisto che se da una parte alla lunga incide sul comfort e costringe a una soglia di attenzione più alta del normale per evitare piccoli sbandamenti o fastidi alle sospensioni del veicolo, dall’altra potrebbe provocare disagi ben peggiori.

La questione sollevata da diversi automobilisti, spesso rilanciata indirettamente da associazioni come la Confconsumatori, è legata anche al valore del servizio. Il tratto laziale della A1 è uno dei più frequentati d’Italia e il costo del pedaggio versato a Autostrade per l’Italia farebbe sperare in un asfalto sempre liscio come un biliardo. Invece, tra un cantiere e l’altro, capita di imbattersi in tratti dove la tenuta sembra meno solida e dove le irregolarità della carreggiata si fanno sentire. Anche se negli ultimi mesi la cronaca ha riportato diversi incidenti stradali, non tutti sono direttamente collegati allo stato dell’asfalto, ma è chiaro che una strada perfetta aiuterebbe a viaggiare con una maggiore serenità.

In attesa che i piani di riqualificazione facciano il loro corso e che i nuovi materiali, come l’asfalto drenante di ultima generazione, vengano stesi su tutto il percorso, agli automobilisti non resta che una buona dose di pazienza. La speranza è che la gestione della rete riesca a “spianare” queste piccole asperità, rendendo il collegamento tra Frosinone e Roma un piacere di guida e non un esercizio di equilibrismo tra un avvallamento e l’altro. Dopotutto, con quello che costa il viaggio, un po’ di linearità in più non sarebbe certo un lusso, ma un giusto riconoscimento per chi ogni giorno tiene viva questa importante arteria.




