Basta un temporale passeggero o una pioggia persistente per far piombare la località Osteria della Fontana in uno stato di isolamento forzato. Succede ad Anagni, precisamente nel quadrante compreso tra via Ponte Varano e Casale Dandini, dove la convivenza con il fango e l’acqua alta è diventata ormai una “tradizione” di cui i residenti farebbero volentieri a meno. Una situazione di grave disagio che, con l’arrivo della stagione invernale, è degenerata in una condizione di impossibilità quotidiana per decine di famiglie.
Il cuore del problema risiede nel sistema di deflusso delle acque meteoriche, ormai completamente compromesso. La carreggiata, infatti, si trasforma regolarmente in un vero e proprio fiume a causa dell’ostruzione dei fossi di scolo. La combinazione letale tra la vegetazione incolta, che ha letteralmente soffocato i canali, e l’accumulo di detriti mai rimossi, impedisce all’acqua di defluire correttamente. A peggiorare lo scenario contribuisce la conformazione stessa del terreno della zona, ormai saturo e incapace di assorbire anche la minima quantità di pioggia, trasformando ogni scroscio in un potenziale pericolo per la circolazione.

Per chi vive in via Ponte Varano, la situazione è diventata insostenibile. Se per le automobili il transito avviene tra mille incognite e il rischio di acquaplaning o guasti meccanici, per i pedoni la strada è diventata semplicemente invalicabile. Uscire di casa a piedi durante o dopo una pioggia significa dover fare i conti con pozze profonde e fanghiglia, una barriera architettonica naturale che penalizza soprattutto anziani e studenti. Le proteste dei cittadini non sono nuove: numerose segnalazioni sono state inviate agli enti competenti, ma finora l’unica risposta è stata un silenzio che sa di rassegnazione istituzionale.
L’appello che arriva da Osteria della Fontana è un misto di rabbia e stanchezza. Non si chiedono opere faraoniche, ma interventi di manutenzione ordinaria che mancano da troppo tempo. Una pulizia profonda dei fossi e una bonifica delle aree verdi adiacenti alla sede stradale rappresentano l’unica soluzione concreta per permettere alle acque di scorrere senza invadere la pubblica via. In assenza di un piano d’intervento rapido, i residenti si dicono pronti a nuove forme di protesta, stanchi di veder trasformare il proprio diritto alla mobilità in un azzardo meteorologico ogni volta che il cielo si rannuvola sopra la città.




