La lunga stagione dei veti incrociati e delle correnti contrapposte sembra aver lasciato spazio a un nuovo corso nel Partito Democratico della provincia di Frosinone. Con una mossa che punta a ricompattare l’area progressista in un momento di estrema fragilità per il territorio, Achille Migliorelli e Luca Fantini hanno annunciato il raggiungimento di un accordo unitario. Non si tratta di una semplice intesa tecnica tra apparati, ma di una precisa scelta politica che punta a trasformare la Federazione provinciale in un’alternativa di governo credibile contro le destre che oggi guidano Regione Lazio e Palazzo Chigi.
Il quadro delineato dai due protagonisti nel loro comunicato congiunto non fa sconti. Viviamo una fase complessa, segnata da un’instabilità geopolitica che si riflette direttamente sulle tasche dei cittadini e sulla tenuta delle imprese ciociare. In questo scenario, l’isolamento dell’Italia e la debolezza di un’Europa spesso distante rendono ancora più urgente una guida locale forte. Per il PD frosinate, la responsabilità è doppia: ricostruire un’identità chiara e, contemporaneamente, offrire risposte concrete a una provincia che si sente abbandonata.
Il cuore del progetto ruota attorno alla figura di Achille Migliorelli, designato come prossimo Segretario Provinciale attraverso una lista unitaria che vedrà il coinvolgimento diretto di Luca Fantini. Il segretario uscente, al quale è stato chiesto di rimanere a disposizione per ruoli di primo piano nel nuovo percorso, ha scelto la via del senso di responsabilità. L’obiettivo dichiarato è mettere da parte il “fuoco amico” per concentrare ogni energia contro l’avversario reale: una destra che, secondo i democratici, governa il territorio senza una programmazione lungimirante e senza una visione di sviluppo che guardi al futuro.
Il pluralismo, spesso visto come un limite per i dem, viene qui rivendicato come una risorsa. L’intesa garantisce una rappresentanza paritetica delle diverse sensibilità culturali e politiche presenti nel partito, valorizzando i contributi di ogni area. È la costruzione di una comunità politica ampia e partecipata, capace di dialogare con le forze civiche e riformiste. Questo campo largo è considerato la condizione essenziale per tornare a vincere nelle amministrazioni locali e per rafforzare l’azione di opposizione nelle istituzioni.
Le emergenze della provincia di Frosinone saranno il banco di prova di questa nuova unità. Al primo posto svetta la crisi industriale, con la drammatica vertenza Stellantis che mette a rischio migliaia di posti di lavoro e l’intero indotto del cassinate. Segue a ruota l’emergenza ambientale e, soprattutto, il collasso della sanità pubblica. Le liste d’attesa infinite e la carenza di personale nei nosocomi locali sono diventate il simbolo di una gestione regionale, quella guidata dal centrodestra, accusata di procedere a vista, smantellando i servizi essenziali per i cittadini della rpovincia di Frosinone.
Questo accordo rappresenta anche un atto di continuità politica intelligente. Scegliere l’unità significa non disperdere il lavoro svolto dalla precedente segreteria guidata da Luca Fantini, ma usarlo come fondamenta per una fase nuova. Una nuova classe dirigente si affaccia sulla scena senza voler azzerare il passato, ma con la determinazione di chi sa che il tempo delle discussioni interne è scaduto. La sfida è lanciata: il Partito Democratico si prepara a una stagione di opposizione rigorosa, puntando a smascherare le inefficienze della Regione Lazio e a proporre un’idea alternativa di sviluppo per tutto il territorio provinciale.




