Quello che una volta era il quartiere dell’architettura razionalista e delle grandi arterie di scorrimento, oggi assomiglia sempre più a un labirinto congestionato. L’EUR, insieme alla zona del Torrino, è nel pieno di una trasformazione urbanistica che sta sollevando un’ondata di polemiche tra residenti e pendolari. Al centro della disputa ci sono i fondi del PNRR utilizzati dal Comune di Roma per la realizzazione di nuove piste ciclabili. Un obiettivo nobile, sulla carta, che però sta producendo un paradosso visibile a occhio nudo: le carreggiate vengono drasticamente ridotte per far spazio ai percorsi ciclabili, mentre i monumentali marciapiedi del quartiere restano deserti, divelti e pieni di insidie.

Le testimonianze che arrivano dai quadranti di Via dell’Oceano Pacifico, Via dell’Oceano Atlantico e Via dei Primati Sportivi descrivono una situazione al limite del collasso. In strade dove il traffico era storicamente fluido grazie a corsie ampie, oggi le code sono quadruplicate. La scelta dell’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri e dall’assessore alla mobilità Eugenio Patanè è finita nel mirino per la sua illogicità: perché stringere di oltre quattro metri la sede stradale quando a pochi centimetri di distanza insistono marciapiedi larghi mediamente sette o otto metri? Questi ultimi, anziché essere riqualificati per ospitare la mobilità “dolce”, giacciono abbandonati tra buche e radici affioranti, rendendo il passaggio impraticabile persino per i pedoni.
Il malcontento non riguarda solo l’asfalto, ma si estende al verde pubblico, un tempo fiore all’occhiello del Municipio IX. L’esempio più eclatante è il parco in zona Velodromo. Quello che un tempo era un giardino curato, quasi un orto botanico sotto la gestione dell’Ente EUR, oggi si è trasformato in una montagna di arbusti incolti. La mancanza di illuminazione e la vegetazione fuori controllo hanno reso l’area una terra di nessuno, dove la sera regna il degrado e la percezione di insicurezza è altissima. Analoga sorte spetta al parco tra Viale Città d’Europa e Via Amsterdam, diventato rifugio per bivacchi di fortuna in un contesto di totale incuria.
In questo scenario, la domanda che i cittadini pongono all’assessora al verde Sabrina Alfonsi e ai vertici del Municipio è netta: perché spendere milioni di euro del PNRR per “rompere” strade che funzionavano perfettamente, riducendo parcheggi e spazio vitale alle auto, senza investire nella manutenzione ordinaria dell’esistente? L’impressione è quella di una corsa affannosa a spendere i fondi europei senza una visione organica del territorio. All’EUR, il quartiere delle strade larghe e del decoro, la modernità sembra aver portato solo nuove file al semaforo e giungle ai bordi delle strade.
Sulla questione, anagnia.com ha sentito Claudio Vitalini, presidente del Comitato Eur-Ferratella, ecco cosa ci ha dichiarato:
“Il problema riguardante le ciclabili di viale dell’Oceano Pacifico e viale dell’Oceano Atlantico è evidente: sono state ridotte le carreggiate per realizzare un’infrastruttura che, ad oggi, non è utilizzata da nessuno. Sebbene i lavori siano iniziati a luglio, la ciclabile non sembra ancora collaudata. Quei pochi ciclisti che si vedono preferiscono la strada normale per evidenti problemi di sicurezza, criticità che abbiamo esposto all’assessore Patanè lo scorso 19 dicembre. Tuttavia, ci troviamo di fronte a un dialogo tra sordi: l’assessore sostiene che il progetto sia perfetto e che non vi siano errori, invitando i cittadini a fare ricorso al TAR se hanno qualcosa da obiettare.”
“Esaminando via Oceano Atlantico, emergono criticità strutturali, come all’incrocio con via Rhodesia verso il Sant’Eugenio. Qui non sono state seguite le indicazioni del documento ‘Abaco Biciplan’ di Roma Servizi per la Mobilità sulle soluzioni ai nodi critici. Anche all’incrocio con via Cesare Pavese, inizialmente, c’era una pericolosa interferenza tra il flusso delle auto e i ciclisti. Sebbene lì abbiano modificato il semaforo per rispettare le regole, la soluzione ha peggiorato la situazione generale: al di là degli slogan sulla mobilità green, il risultato reale è l’aumento della congestione del traffico, delle file per bus e auto e, di conseguenza, dell’inquinamento.”
“La realizzazione della ciclabile ha rimosso parcheggi essenziali e creato disagi logistici gravi: in alcuni tratti di via Oceano Atlantico è diventato impossibile effettuare il carico e scarico merci o il ritiro dei rifiuti da parte di Ama. Come Comitato di Quartiere abbiamo messo tutto nero su bianco, ma siamo stati in gran parte ignorati. A questo si aggiunge la preoccupazione per il cosiddetto ‘Black Point 03’, il progetto da 2,2 milioni di euro per il rifacimento dell’incrocio tra la Cristoforo Colombo e i due Oceani: anche qui, basandoci sulla lettura dei documenti tecnici allegati alla Delibera di Giunta capitolina num. 408 del 06/11/2025, rileviamo criticità che – a nostro parere – non risolvono le problematiche di sicurezza poste a fondamento dell’intervento.”




