C’è un filo sottile ma resistentissimo che lega la sicurezza di una città alla consapevolezza dei suoi cittadini più giovani. Questo filo è stato al centro di due mattinate speciali che hanno visto i Carabinieri della Compagnia di Anagni entrare nelle aule per dialogare con le nuove generazioni. Tra i banchi del Convitto Nazionale Principe di Piemonte e della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo 2 Anagni San Giorgetto, circa 110 studenti hanno messo da parte per qualche ora i libri di testo per confrontarsi su temi che toccano da vicino la loro quotidianità, digitale e non.
L’iniziativa, svoltasi tra ieri 14 e oggi 15 gennaio, rientra nel più ampio progetto nazionale di diffusione della cultura della legalità. A guidare l’incontro è stato il Capitano Alessandro Dell’Otto, Comandante della Compagnia Carabinieri di Anagni, che insieme agli insegnanti ha cercato di abbattere quella barriera di formalità che spesso separa i ragazzi in divisa dai coetanei in abiti civili. L’obiettivo non era impartire una lezione accademica, ma stimolare una riflessione profonda sul senso civico e sul rispetto delle regole come base per una convivenza serena.
Il cuore del dibattito si è spostato rapidamente sulle insidie del mondo virtuale. In un’epoca in cui la vita degli adolescenti scorre frenetica sugli schermi degli smartphone, i militari hanno acceso i riflettori sui rischi legati al cyberbullismo e all’uso poco consapevole dei social media. Si è parlato della responsabilità di ogni singolo clic e di come la rete, se non approcciata con maturità, possa trasformarsi da opportunità a trappola. Il dialogo ha toccato anche il bullismo nelle sue forme più tradizionali, ribadendo la necessità di una cittadinanza attiva dove nessuno deve sentirsi autorizzato a girarsi dall’altra parte.
Un momento di grande interesse è stato dedicato alla conoscenza operativa dell’Arma dei Carabinieri. Gli studenti hanno scoperto un’organizzazione complessa e affascinante, che va ben oltre la pattuglia stradale. Dalle eccellenze scientifiche dei RIS ai nuclei specializzati come i NAS e i Carabinieri Forestali, fino ai reparti d’élite come i GIS o i reparti subacquei e sciatori. Tuttavia, il Capitano Alessandro Dell’Otto ha voluto sottolineare con forza il valore della Territoriale, definita come la vera spina dorsale dell’istituzione, capace di essere presente in ogni angolo d’Italia con oltre cinquemilacinquecento stazioni, sempre pronte all’ascolto.
La partecipazione dei ragazzi è stata vivace e tutt’altro che passiva. Molte sono state le domande rivolte ai militari, segno di una curiosità che nasce dal desiderio di capire come funziona davvero la macchina della giustizia. L’Arma ha ricordato ai giovani l’importanza del Numero Unico di Emergenza 112, spiegando che la collaborazione tra popolazione e forze dell’ordine è il primo passo per una prevenzione efficace. Questo incontro ha confermato che la legalità non è un concetto astratto da confinare nei codici, ma un valore che cresce attraverso il dialogo costante tra famiglie, scuole e istituzioni.




