La costante attività di monitoraggio del territorio e l’efficacia delle indagini a lungo termine portano i loro frutti nella città volsca. Nelle ultime ore, gli agenti della Polizia di Stato hanno concluso due distinte attività investigative che hanno permesso di fare luce su episodi che avevano destato preoccupazione e curiosità tra i cittadini. Il lavoro degli investigatori del Commissariato di P.S. di Sora, guidato da un’attenta analisi dei fatti avvenuti nel recente passato, ha portato alla denuncia di due soggetti per reati profondamente diversi ma ugualmente pericolosi per la sicurezza pubblica e l’ordine sociale.
Il primo fronte investigativo riguarda la piaga dei reati contro il patrimonio. I poliziotti hanno infatti identificato e denunciato un uomo di 35 anni, ritenuto il presunto responsabile di una serie di colpi messi a segno nel mese di dicembre. Il soggetto avrebbe agito con particolare spregiudicatezza, colpendo in primis un luogo sacro: una chiesa del comprensorio sorano, dove erano state asportate le offerte lasciate dai fedeli. Non solo: la furia predatoria del 35enne si era estesa anche a un esercizio commerciale della zona. Grazie alla ricostruzione del quadro indiziario, l’uomo, già gravato da numerosi precedenti penali e attualmente sottoposto a una misura cautelare personale, è stato deferito all’autorità giudiziaria e dovrà rispondere dei furti aggravati.
Di tenore decisamente diverso, quasi surreale se non fosse per l’elevato rischio corso, è la seconda operazione portata a termine dai poliziotti sorani. Tutto è iniziato lo scorso dicembre, quando un cittadino straniero, neo proprietario di un immobile nel centro di Sora, stava effettuando alcuni lavori di ristrutturazione. Durante la pulizia di una stanza, l’uomo ha aperto un vecchio comodino ritrovandovi all’interno un vero e proprio ordigno bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Una scoperta shock che ha fatto scattare immediatamente il protocollo di emergenza: la zona era stata delimitata e lo stabile messo in sicurezza fino all’arrivo degli artificieri, che hanno provveduto alla bonifica e al disinnesco della bomba, un residuato dei violenti scontri che storicamente hanno interessato la linea del fronte in queste terre.
Le indagini successive hanno permesso di risalire al precedente proprietario dell’abitazione, un uomo residente fuori regione, che per anni avrebbe detenuto l’esplosivo all’interno del mobile senza curarsi delle potenziali conseguenze devastanti per il vicinato. Anche per lui è scattata la denuncia per detenzione di esplosivi. La doppia operazione della Polizia di Stato sottolinea non solo l’efficienza repressiva del Commissariato di P.S. di Sora, ma anche l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, fondamentale per rimuovere pericoli silenti e restituire serenità alla comunità locale.




