Le pale degli elicotteri che fendono l’aria sopra la Tuscia segnano l’inizio di una nuova era per la difesa italiana. Nella mattinata di giovedì 15 gennaio 2026, la pista dell’Aeroporto Tommaso Fabbri di Viterbo ha fatto da cornice a un evento destinato a ridisegnare la geografia dell’addestramento al volo nel nostro Paese. Con una cerimonia solenne e carica di significato operativo, il 72° Stormo dell’Aeronautica Militare ha ufficialmente preso possesso della sua nuova sede, sancendo la nascita di un polo addestrativo unico ad ala rotante.
Il passaggio di consegne ideale tra passato e futuro è avvenuto sotto lo sguardo del Generale di Squadra Aerea Francesco Vestito, Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare e della 3^ Regione Aerea, che ha presieduto la cerimonia davanti alle più alte cariche civili e militari del territorio. Il rombo sommesso dei motori e le note della Fanfara del Comando Scuole A.M. hanno accompagnato lo schieramento della Compagnia d’Onore, mentre la comunità viterbese accoglieva un’istituzione che trasformerà la città nel baricentro della formazione specialistica per piloti di elicottero.
Il momento di massima tensione emotiva è giunto quando il Colonnello Pilota Alessandro Fiorini, Comandante del 72° Stormo, ha dato lettura formale dell’atto ordinativo di insediamento. Al centro dello schieramento, lo scoprimento dello stemma del Reparto ha visivamente suggellato l’unione tra lo Stormo e il sedime aeroportuale viterbese. Non si tratta però di un addio alla storica sede di Frosinone: la visione strategica dell’arma azzurra prevede infatti una continuità manutentiva e un ruolo operativo fondamentale che resterà radicato nel capoluogo ciociaro, creando un asse logistico e addestrativo senza precedenti.
Nel suo intervento, il Colonnello Alessandro Fiorini ha delineato i contorni di questa “federazione di poli addestrativi”. L’obiettivo dichiarato è l’efficienza: un unico centro di comando a guida Aeronautica Militare ma con una fortissima connotazione interforze. Attraverso un syllabus condiviso e modulare, lo Stormo sarà in grado di formare non solo i futuri piloti dell’Esercito Italiano, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ma anche gli specialisti della Polizia di Stato e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, aprendo le porte anche ai piloti di Paesi alleati e partner internazionali.
Il Generale di Squadra Aerea Francesco Vestito ha voluto sottolineare come questa riorganizzazione sia figlia di una visione di responsabilità verso il Sistema Paese. Formare un pilota di elicottero oggi significa investire in chi domani sarà impegnato in missioni di ricerca e soccorso in ambienti impervi, nel controllo del territorio, nell’antincendio boschivo e nelle operazioni di protezione civile. È un modello di cooperazione virtuosa che vede l’Esercito Italiano partecipare attivamente con i propri istruttori dell’AVES, garantendo un supporto fondamentale in questa delicata fase di transizione e crescita.
Il nuovo assetto del 72° Stormo a Viterbo, dove la Scuola Marescialli dell’Aeronautica Militare continuerà a operare con il ruolo di ente supportato, rappresenta dunque una vittoria della sinergia logistica. L’unificazione della formazione sotto un’unica egida permette di generare economie di scala e di innalzare ulteriormente gli standard qualitativi di un’eccellenza italiana già riconosciuta all’estero. La Tuscia e la Ciociaria restano così unite dal filo invisibile dell’eccellenza tecnologica e del coraggio di chi, ogni giorno, sceglie di servire il Paese dall’alto.




