Il sole del primo pomeriggio e le temperature gradevoli di questo venerdì di gennaio avevano richiamato diversi appassionati di climbing sulle pareti calcaree di Tivoli, ma quella che doveva essere una giornata di sport e natura si è trasformata in pochi istanti in un dramma sfiorato. Un uomo residente a Roma, classe 1956, è rimasto vittima di un grave incidente mentre affrontava la falesia di Scoglio Porcelli, una delle mete più note e frequentate dagli amanti del verticale nel territorio tiburtino.
Secondo una prima ricostruzione, l’arrampicatore ha perso l’appoggio precipitando nel vuoto per circa cinque metri prima di impattare violentemente al suolo. Un volo improvviso che ha causato all’uomo un profondo trauma all’arto inferiore destro, rendendolo immediatamente impossibilitato a muoversi e richiedendo l’attivazione della complessa macchina delle emergenze. La chiamata al NUE 112 ha fatto scattare immediatamente il protocollo per i soccorsi in ambiente impervio, mobilitando le eccellenze del territorio nel campo del salvataggio tecnico.
Sul posto è intervenuta tempestivamente una squadra di terra del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico insieme all’eliambulanza ARES 118. La conformazione della zona ha richiesto una manovra di estrema precisione: i piloti del velivolo sanitario hanno dovuto effettuare una delicata operazione di hovering, ovvero il volo stazionario a pochissima distanza dalla parete rocciosa, per permettere lo sbarco del personale sanitario e del tecnico di elisoccorso del CNSAS. In pochi minuti, i soccorritori hanno raggiunto il ferito, procedendo alla stabilizzazione sul posto per evitare complicazioni al trauma riportato.
L’operazione di recupero ha tenuto con il fiato sospeso gli altri sportivi presenti in zona. Una volta messo in sicurezza e adagiato sulla barella, il paziente è stato sollevato tramite l’utilizzo del verricello, una manovra fondamentale quando la morfologia del terreno impedisce l’atterraggio del mezzo. Alle operazioni hanno fornito un supporto decisivo anche il personale dell’automedica del 118 e le squadre dei Vigili del Fuoco, che hanno collaborato per garantire la sicurezza dell’intera area di intervento.
Una volta a bordo dell’elicottero, l’uomo è stato trasferito d’urgenza presso il Policlinico Tor Vergata di Roma, dove è stato affidato alle cure dei medici per gli accertamenti radiologici e i trattamenti necessari. Nonostante il forte dolore e la dinamica dell’impatto, la rapidità dei soccorsi coordinati dal CNSAS Lazio ha evitato conseguenze peggiori, confermando ancora una volta l’importanza della specializzazione tecnica negli interventi in ambiente montano e roccioso.




