Le sale d’attesa dei Centri Unici di Prenotazione della provincia di Frosinone si sono trasformate in una polveriera. Quello che la RSA CUB Sanità e l’organizzazione provinciale della CUB Sanità descrivono è un lento ma inesorabile declino che sta portando i servizi di front-office dell’ASL Frosinone verso un punto di non ritorno. Il lassismo denunciato dai sindacati non è solo una questione burocratica, ma una realtà quotidiana fatta di schermi spenti per mancanza di toner e cittadini esasperati che, dopo ore di fila, si sentono rispondere che le liste sono chiuse o che il sistema è bloccato.
Il clima di tensione non è più un’ipotesi, ma un dato di cronaca. Solo pochi mesi fa, presso l’ex ospedale di Anagni, la frustrazione è degenerata in violenza quando un uomo, spazientito per le difficoltà nel cambio del medico, ha dato in escandescenze rendendo necessario l’intervento dei Carabinieri. È la punta dell’iceberg di un malessere che coinvolge le sedi principali di Frosinone, Alatri, Sora e Cassino, dove il malcontento degli utenti viene scaricato direttamente sugli operatori. Questi ultimi si ritrovano a gestire centinaia di persone al giorno in condizioni di lavoro che la CUB Sanità definisce spesso in contrasto con le norme elementari di sicurezza e igiene.
A rendere il quadro ancora più desolante è la paradossale carenza di strumenti di base. La denuncia mette in luce una cronica difficoltà nell’approvvigionamento di materiale di cancelleria e cartucce per stampanti. Lavorare in un CUP senza carta o inchiostro è una sfida che rallenta ulteriormente una macchina già appesantita dalla burocrazia. Questa situazione di incertezza è alimentata dalla scadenza dell’appalto regionale. Il passaggio di consegne al nuovo gestore, atteso da tempo dopo una gara indetta ormai quattro anni fa, sta generando una paralisi gestionale che colpisce al cuore il diritto alla salute dei cittadini della provincia.
Il fronte più caldo riguarda però il futuro occupazionale. Sono oltre 150 operatori che da decenni garantiscono il funzionamento degli sportelli in tutta la Ciociaria e che oggi vivono in un limbo. La RSA CUB denuncia la totale mancanza di garanzie sul passaggio di azienda. L’ombra del peggioramento delle condizioni contrattuali è resa ancora più cupa da quanto sta accadendo nei lotti di Roma, dove il nuovo gestore è già subentrato: lì i dipendenti lamentano pagamenti degli stipendi a singhiozzo, versati in acconti e con estremo ritardo. Un precedente che spaventa i lavoratori del frusinate, i quali chiedono certezze sulla clausola sociale e sulla continuità del reddito.
Davanti a questo scenario di emergenza, la CUB Sanità ha reiterato con forza la richiesta di un incontro urgente con la dirigenza dell’ASL provinciale di Frosinone. L’obiettivo è definire preventivamente le condizioni del passaggio di azienda e porre rimedio immediato alle criticità operative che stanno rendendo i CUP luoghi di frontiera. La richiesta è chiara: servono investimenti strutturali e rispetto per la dignità dei lavoratori, prima che l’esasperazione sociale porti a nuovi episodi di cronaca nera negli uffici pubblici.




