Il telefono squilla e dall’altra parte del filo una voce autoritaria o disperata informa di un incidente in cui è rimasto coinvolto un parente, figlio o nipote, o di altre tragedie simili, gettando nello sconforto e nella paura chi risponde. È il modus operandi che, negli ultimi giorni, ha seminato il panico e la rabbia tra Cassino, Ceccano, Anagni e Castro dei Volsci. Un’offensiva criminale spietata, che non guarda in faccia all’età e che usa i sentimenti più nobili, come l’amore per i figli o il rispetto per le istituzioni, per colpire al cuore la comunità ciociara.
L’episodio più amaro si è consumato a Cassino nella mattinata del 14 gennaio 2026. Qui, una donna di 93 anni è stata vittima di una messinscena degna di un copione cinematografico. I truffatori, spacciandosi per Carabinieri, hanno convinto l’anziana che la sua vecchia auto, ormai rottamata da tempo, fosse stata utilizzata per una rapina in una gioielleria di Frosinone. Con il pretesto di dover “analizzare” l’oro della vittima per confrontarlo con la refurtiva, i malviventi sono riusciti a farsi consegnare contanti e monili di valore inestimabile. Un uomo in abiti civili si è presentato alla sua porta, raccogliendo i risparmi di una vita prima di svanire nel nulla.
Poche ore dopo, la scena si è spostata a Ceccano, dove una donna di 77 anni è stata raggiunta da una telefonata di un finto nipote. Il copione stavolta riguardava una presunta sanzione di 6.000 euro per una caldaia non a norma, motivo per cui la figlia sarebbe stata trattenuta in caserma. Anche in questo caso, la confusione e l’ansia hanno avuto il sopravvento: l’anziana ha consegnato oro e gioielli a una complice che si è presentata puntuale sotto casa sua. Fortunatamente, non tutti i colpi vanno a segno. A Castro dei Volsci, la prontezza di una potenziale vittima ha interrotto la catena dei raggiri. Quando il sedicente militare ha annunciato una visita imminente per “verifiche”, la donna ha immediatamente allertato il Numero Unico di Emergenza 112, mettendo in fuga i criminali prima ancora che potessero agire.
Un copione simile è stato tentato anche ad Anagni, dove la resistenza di una donna di 75 anni ha evitato il peggio. I truffatori avevano tentato di isolare la vittima, convincendo il marito ad allontanarsi con la scusa di una convocazione urgente presso la locale Caserma dei Carabinieri. Rimasta sola, la donna ha però intuito l’inganno e ha reagito con forza, iniziando a urlare e costringendo i malintenzionati a una fuga precipitosa tra i vicoli della città dei Papi. Un esempio di lucidità che ha evitato un altro dramma domestico.
Attualmente, gli uomini della Sezione Operativa e della Stazione dei Carabinieri di Cassino, insieme ai colleghi della Compagnia di Frosinone, stanno lavorando intensamente per incrociare i dati e risalire all’identità della banda. Le indagini si concentrano sulle immagini delle telecamere di sorveglianza e sui tabulati telefonici. Il monito delle autorità resta altissimo: nessun appartenente alle Forze dell’Ordine si presenterà mai a casa per richiedere denaro o beni preziosi. La prevenzione e la denuncia immediata rimangono le uniche armi efficaci contro questi predatori del sentimento che continuano a ferire il territorio.




