Le luci soffuse di una festa di laurea e il clima di festa che si trasforma, nel giro di poche ore, nel baratro di un’aula di tribunale. È giunto a un passaggio cruciale il procedimento giudiziario che vede protagonista un giovane di 24 anni originario di Cassino, finito sul banco degli imputati con la pesante accusa di violenza sessuale. La vicenda, che sta tenendo con il fiato sospeso la comunità del cassinate per i legami del ragazzo con il territorio, si è consumata lontano dalla provincia di Frosinone, tra i vicoli storici e le strutture ricettive di Padova.
Tutto ha inizio in una serata di maggio del 2024. La vittima, una studentessa universitaria padovana iscritta a un prestigioso corso di Ingegneria navale in Liguria, si trovava nella sua città d’origine per un breve periodo. Invitata da un cugino a festeggiare un traguardo accademico, la ragazza si sarebbe ritrovata in una condizione di forte alterazione dovuta all’assunzione di alcolici. In quel contesto di fragilità e confusione, avrebbe incrociato il cammino del giovane di Cassino, che all’epoca dei fatti lavorava come portiere in un albergo della zona.
Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica di Padova, il ventiquattrenne avrebbe convinto la studentessa a seguirlo proprio all’interno della struttura alberghiera. Una volta in camera, approfittando della totale incapacità della giovane di esprimere un consenso consapevole a causa del suo stato psicofisico, l’uomo avrebbe consumato il rapporto. Il risveglio della vittima è stato un brusco ritorno alla realtà, segnato da un profondo turbamento notato persino da un barista del centro prima che la ragazza trovasse la forza di recarsi al Pronto Soccorso e, successivamente, formalizzare la denuncia.
Le indagini, condotte con scrupolo dalla Squadra Mobile, hanno gettato una luce sinistra sulla notte dell’abuso. Le testimonianze raccolte tra i partecipanti alla festa avrebbero confermato il grave stato di ebbrezza della studentessa, elemento che per l’accusa configura chiaramente l’aggravante del dolo nel voler approfittare di una persona vulnerabile. Davanti alla Gup Laura Alcaro, nel corso del rito abbreviato, il Pubblico Ministero Sergio Dini ha chiesto per l’imputato una condanna a due anni di reclusione, ritenendo provata la responsabilità penale del giovane.
Ora l’attesa si sposta al prossimo 29 gennaio, data in cui è prevista la lettura del dispositivo della sentenza. Sarà il giudice a stabilire se quel rapporto avvenuto tra le mura di un albergo padovano sia stato un atto consenziente, come sostenuto dalla difesa, o se invece rappresenti l’ennesimo caso di violenza che sfrutta l’incoscienza altrui.




