Tensione alle stelle, nel pomeriggio di venerdì 17 gennaio 2026, allo stadio “Roberto Del Bianco” di Anagni, durante una partita di calcio giovanile. L’incontro tra A.S.D. Città di Anagni Calcio e A.S.D. Sporting San Cesareo, valido per il campionato Juniores Regionale B Under 19 – Girone D, stagione sportiva 2025/2026, è stato infatti segnato da un grave episodio avvenuto nelle fasi finali della gara.
Poco prima del triplice fischio, un 38enne residente a Colleferro è entrato sul terreno di gioco e ha colpito con alcuni pugni il portiere della squadra ospite, generando una reazione immediata e concitata. In pochi istanti diversi calciatori delle due formazioni hanno iniziato a spintonarsi e a scambiarsi accuse verbali, facendo temere che la situazione potesse degenerare ulteriormente.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri della Stazione di Ferentino, supportati dal personale delle Stazioni dei Carabinieri di Paliano e Acuto, che sono riusciti a riportare la calma e a ristabilire l’ordine all’interno dell’impianto sportivo. Un intervento rapido e decisivo, che ha consentito di evitare conseguenze più gravi e di mettere in sicurezza atleti e staff.
Il portiere dello Sporting San Cesareo, colpito durante l’episodio, è stato visitato dal personale sanitario del 118, ma ha rifiutato il trasporto in ospedale, riservandosi di valutare eventuali azioni successive. Dopo alcuni minuti di sospensione e una lunga fase di concitazione, l’incontro è quindi ripreso e si è concluso regolarmente.
Sull’accaduto è intervenuto Stefano Roma, co-presidente della A.S.D. Sporting San Cesareo, che ha definito quanto avvenuto “un episodio profondamente sbagliato”, sottolineando come “quando un gesto del genere nasce da un adulto nei confronti di un ragazzo di 18 anni, si supera ogni limite accettabile”. Roma ha ribadito che la società invita i propri tesserati a concentrarsi esclusivamente sull’aspetto sportivo, evitando reazioni a provocazioni, pur senza dimenticare la gravità dei fatti.

Sulla stessa linea Marcello Porretta, altro co-presidente dello Sporting San Cesareo, che ha parlato di un finale di gara segnato da nervosismo e confusione: “è successo il finimondo, con l’ingresso in campo di più persone. In tribuna siamo riusciti a riportare la calma, ma resta un episodio inaccettabile”. Porretta ha poi rimarcato come per gli aspetti sportivi si attendano le valutazioni degli organi competenti, mentre per eventuali profili di altra natura ciascun interessato agirà nelle sedi opportune.
Diversa la ricostruzione fornita da Simone Pace, presidente della A.S.D. Città di Anagni Calcio, che ha riferito quanto appreso a fine gara. Secondo Pace, nel parapiglia generale giocatori e dirigenti sarebbero entrati in campo con l’intento di dividere i contendenti, e l’episodio centrale sarebbe nato da un contatto tra il portiere ospite e un componente dello staff tecnico. Una versione che, come spesso accade in situazioni concitate, si affianca a quelle della controparte e che sarà eventualmente oggetto di ulteriori approfondimenti nelle sedi competenti.
Resta il dato oggettivo di una gara giovanile macchiata da un episodio di violenza, in un contesto che dovrebbe essere palestra di sportività e crescita per ragazzi poco più che maggiorenni. Un pomeriggio di calcio che, al “Robrto Del Bianco”, ha mostrato il volto peggiore della tensione agonistica, ricordando quanto sia sottile il confine tra passione sportiva e comportamenti che nulla hanno a che fare con il gioco.




