Questa mattina, nella sede di in una ditta operante nei pressi del casello autostradale di Frosinone, un operaio è rimasto vittima di un grave infortunio sul lavoro. Secondo le prime informazioni, l’uomo è caduto dal tetto mentre era impegnato in lavori di manutenzione.
Le condizioni dell’operaio sembrano essere serie. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i soccorsi del 118, mentre le autorità competenti stanno valutando l’accaduto.
Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli. Seguiranno aggiornamenti non appena saranno rese note informazioni più precise sulle condizioni dell’operaio e sull’incidente.
AGGIORNAMENTO ORE 15.18:
l’incidente si è verificato attorno alle ore 14.00, via Enrico Fermi a Frosinone; la persona rimasta ferita è un operaio 48enne straniero, dipendente di azienda che si occupa della produzione di attrezzature e veicoli per raccolta rifiuti. L’uomo è caduto dal tetto e versa in gravissime condizioni. Carabinieri, 118 e Asl sul posto.
AGGIORNAMENTO ORE 15.20:
L’operaio è deceduto. Era dipendente di un’altra ditta che stava effettuando dei lavori di manutenzione nel capannone di proprietà dell’azienda ove si è verificato l’incidente.
Operaio morto a Frosinone. Emanuele Ronzoni (Uil): “Più ispezioni, più controlli. Fermiamo questa strage”
“Esprimiamo profondo dolore per la morte sul lavoro di un giovane operaio,
avvenuta oggi nel Frusinate, e vicinanza ai suoi cari”. È quanto dichiara
il segretario reggente della Uil Roma e Lazio, Emanuele Ronzoni.
“In attesa degli accertamenti delle forze dell’ordine, ribadiamo la
necessità di dare attuazione agli impegni presi sul tema della sicurezza
sul lavoro. Per parte nostra – ha precisato Ronzoni – ci siamo già attivati
per dare un supporto concreto alla famiglia della vittima, grazie al
Protocollo con Fondazione Roma, siglato per sostenere chi, purtroppo, perde
un proprio caro sul lavoro”
“Si dovrebbe lavorare per vivere non per morire – prosegue il Segretario –
Ma purtroppo la cronaca racconta di infortuni e di morti che non accennano
a diminuire. Non a caso l’Inail ha certificato che gennaio a novembre dello
scorso anno in Ciociaria sono morti 10 lavoratori, due in più rispetto allo
stesso periodo dell’anno precedente. Mentre le denunce di infortunio sono
salite da 2113 del 2024 alle 2284 del 2025”.
“Sono necessarie più ispezioni e controlli nei luoghi di lavoro, sono
necessarie più risorse, più fondi, per invertire questa drammatica sequenza
di lutti – conclude Ronzoni – prevenzione, formazione e un efficace sistema
inquirente e sanzionatorio siano le direttrici per garantire il diritto
alla vita sui luoghi di lavoro. E’ una battaglia di civiltà, è una
battaglia che la Uil porta avanti da anni con la sua campagna ZeroMortiSulLavoro”.




