Ennesima truffa ai danni di una persona indifesa, ella tarda mattinata di ieri, 19 gennaio 2026, messa in scena un copione drammatico; una signora di 84 anni, residente in periferia, è stata raggiunta da una telefonata in cui le veniva raccontato che sua figlia si trovava in quel momento in stato di fermo presso la Stazione dei Carabinieri, a causa di un presunto mancato pagamento di diverse contravvenzioni.
La pressione psicologica è stata immediata e spietata. Il truffatore ha spiegato alla vittima che l’unico modo per evitare il carcere alla congiunta era il pagamento immediato di una cauzione in contanti. Disorientata dal timore per la sorte della figlia e colpita negli affetti più cari, l’anziana non ha avuto il tempo di verificare la veridicità di quelle parole. Pochi minuti dopo la telefonata un uomo si è presentato direttamente alla porta della donna. Il soggetto, descritto successivamente come una persona dai modi sbrigativi e con un marcato accento campano, ha riscosso il sedicente riscatto.
L’anziana, in un gesto di disperazione e amore materno, ha racimolato tutto ciò che aveva in casa in quel momento. Nelle mani del malvivente sono finiti 600 euro in contanti e, come se non bastasse, anche un anello in oro, un gioiello che probabilmente custodiva un valore affettivo superiore a quello economico. Una volta ottenuto il bottino, il complice si è dileguato rapidamente tra le vie della zona periferica, facendo perdere le proprie tracce prima che potesse sorgere qualsiasi sospetto.
Il castello di menzogne è crollato più tardi, quando i familiari della donna sono rientrati o si sono messi in contatto con lei. È bastata una semplice telefonata alla vera figlia per capire che non c’era stato alcun arresto e che quel racconto era solo un cinico espediente per derubarla. Amarezza e incredulità hanno preso il posto della preoccupazione iniziale, spingendo i parenti a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul caso sono ora al lavoro i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile insieme ai colleghi della Stazione Carabinieri di Anagni. L’appello delle autorità resta fermo: non consegnare mai denaro a sconosciuti e diffidare di chiunque chieda pagamenti per evitare provvedimenti giudiziari, segnalando immediatamente ogni telefonata sospetta al Numero Unico di Emergenza 112.




