L’appuntamento era fissato per domenica scorsa e la risposta della città non si è fatta attendere. Nel cuore pulsante del centro storico, presso la sede di Via Vittorio Emanuele 70, la coalizione civica LiberAnagni ha dato vita a Novecento, un incontro pubblico nato per analizzare i primi novecento giorni di attività amministrativa. Nonostante la stagione, il clima è apparso subito riscaldato dall’entusiasmo dei partecipanti che hanno letteralmente invaso i locali e lo spazio antistante. In meno di un’ora sono state distribuite oltre duecento brochure informative, a testimonianza di una fame di partecipazione che coinvolge in modo trasversale storici attivisti e moltissimi giovani volti nuovi, curiosi di approfondire l’operato del gruppo di opposizione.

Il consigliere Luca Santovincenzo ha aperto i lavori con un ringraziamento sentito alla comunità di LiberAnagni, evidenziando come il lavoro svolto non sia stato frutto di improvvisazione, ma di un rigoroso percorso di formazione amministrativa. Il metodo scelto dalla coalizione si è basato infatti sul confronto costante con realtà virtuose della Toscana e dell’Umbria, modelli dai quali attingere per elaborare politiche d’eccellenza da calare nella realtà anagnina. Il senso dell’incontro è apparso chiaro sin dalle prime battute: dimostrare che esiste un’alternativa solida, preparata e, soprattutto, coerente.

La parola è passata poi ai referenti del gruppo di studio consiliare, figure che Luca Santovincenzo ha presentato come i pilastri della futura classe dirigente della città. Alessandro Mari, Angela Manunza, l’avvocato Emanuele Ricchetti e Valerio Ponza hanno illustrato i risultati più significativi ottenuti in questi trenta mesi di mandato. Il resoconto ha spaziato dalla salvaguardia ambientale, con la storica vittoria per la tutela degli alberi de La Passeggiata, alla ferma opposizione contro la realizzazione del biodigestore. Particolare attenzione è stata dedicata alla visione futura, come il progetto per il nuovo polo sanitario presso l’Ex Polveriera, un tema che tocca da vicino il diritto alla salute dei residenti.
Durante il dibattito, Angela Manunza ha rivendicato con forza la scelta di non chiudere il programma elettorale in un cassetto, ma di averlo trasformato in un documento vivo, capace di imporre l’indirizzo politico della coalizione sui temi più urgenti della vita cittadina. Sulla stessa linea, Valerio Ponza ha sollevato criticità tecniche rilevanti, citando ad esempio il Piano Anticorruzione comunale, giudicato carente e oggetto di puntuali osservazioni da parte del gruppo. Gli interventi degli avvocati Emanuele Ricchetti e Alessandro Mari hanno invece acceso i riflettori sulle azioni legali e amministrative intraprese per bloccare il biodigestore e l’insediamento di produzione bellica nel sito dell’Ex Winchester, ribadendo una vocazione del territorio orientata allo sviluppo sostenibile.
Il confronto non è rimasto confinato al tavolo dei relatori. Il dialogo con il pubblico ha arricchito la serata di spunti propositivi, grazie anche ai contributi di esponenti come le professoresse Lorena Feudo e Laura Santovincenzo. I loro interventi hanno stimolato una riflessione profonda sul ruolo della cultura e del turismo come volani per il commercio locale, settori considerati vitali per il rilancio economico di Anagni. È emersa l’immagine di una coalizione che non si limita alla protesta, ma che studia e propone soluzioni concrete per le frazioni e per la sicurezza partecipata.

In chiusura, Luca Santovincenzo ha lanciato un messaggio politico molto netto, sottolineando come Novecento non sia soltanto un numero simbolico, ma la prova che un’opposizione costruttiva può realmente influenzare le decisioni del Comune di Anagni. Il consigliere ha marcato la distanza da chi, a suo dire, ha tradito la fiducia degli elettori nel 2017 e nel 2023, “favorendo le amministrazioni guidate da Natalia e Fiorito o passando direttamente tra i banchi della maggioranza. Per LiberAnagni – ha spiegato Luca Santovincenzo – la sfida prosegue ora con il rilancio del resoconto amministrativo e una presenza sempre più capillare sul territorio, confermando la sede di Via Vittorio Emanuele come una casa del cittadino sempre aperta al dialogo”.




