Il grande ingranaggio della mobilità regionale inizia a girare con un ritmo diverso, cercando di aderire meglio alle necessità di chi, ogni mattina, affida i propri spostamenti ai mezzi pubblici. Da giovedì 22 gennaio, le strade della Valle del Sacco vedranno l’esordio operativo delle prime rimodulazioni al servizio di trasporto pubblico locale. Si tratta di un passaggio atteso, figlio di un fitto dialogo tra le istituzioni e il territorio, volto a correggere le criticità di un sistema che punta a diventare capillare.
Il cuore del cambiamento risiede nell’Unità di Rete 3, quella fetta di territorio laziale che comprende i comuni della Valle del Sacco. Qui, la Regione Lazio e Astral hanno raccolto le istanze dei primi cittadini per rendere la pianificazione delle corse più vicina alle reali esigenze di studenti e lavoratori. Non si tratta solo di cambiare un orario sul tabellone, ma di una complessa operazione di ingegneria dei trasporti condotta dall’operatore di esercizio per far quadrare i conti tra il contratto di servizio e le richieste di maggiore efficienza avanzate dai territori.
L’assetto attuale del Tpl regionale, nato ufficialmente con una delibera del 2019, poggia sulla divisione del territorio in undici ambiti gestiti direttamente da Astral. Questa riorganizzazione è nata con l’ambizione di illuminare le zone d’ombra, coprendo aree che storicamente erano rimaste isolate dai grandi circuiti della mobilità collettiva. Tuttavia, come spesso accade nella gestione di servizi così complessi, la teoria della pianificazione ha avuto bisogno del bagno di realtà offerto dai sindaci, sentinelle delle necessità quotidiane dei cittadini.
L’assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera, ha sottolineato come l’amministrazione stia lavorando per affinare un piano ereditato dal passato, infondendo una nuova attenzione verso le singole realtà locali. Secondo l’esponente della giunta, le modifiche che entreranno in vigore questo giovedì rappresentano un segnale concreto di disponibilità e ascolto, un primo passo per trasformare il trasporto pubblico in un servizio davvero funzionale e non solo in un obbligo burocratico.
Ma la Valle del Sacco è solo l’inizio di questo nuovo corso. Proprio ieri sono scattate le audizioni che coinvolgono i comuni dell’Unità di Rete 5, ovvero l’area della Valle dell’Aniene. Anche in questo caso, il metodo scelto è quello del tavolo tecnico permanente. L’obiettivo è replicare il modello di confronto già testato, portando a termine una verifica di fattibilità sulle richieste dei territori per poi procedere con ulteriori inserimenti e modifiche nei prossimi mesi.
Soddisfazione è stata espressa anche da Giuseppe Simeone, amministratore unico di Astral spa, il quale ha evidenziato l’importanza della sinergia tra l’ente gestore e le aziende di trasporto. La transizione verso il nuovo sistema di mobilità collettiva regionale viene descritta come un percorso partecipato, dove il tavolo di lavoro diventa il luogo in cui le osservazioni locali si trasformano in soluzioni operative. Per i cittadini della Valle del Sacco, dunque, il primo banco di prova scatterà tra poche ore, con l’auspicio che i nuovi orari possano finalmente accorciare le distanze.




