Oggi, martedì 20 gennaio, ricorre il sesto anniversario della morte di Marco Musichini, maresciallo del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, la cui scomparsa, avvenuta nel 2020 durante un’attività di addestramento in montagna, lasciò un segno profondo nell’interno Corpo e nella memoria di chi lo conobbe. Musichini, originario degli Altipiani di Arcinazzo, prestava servizio presso la stazione di Entrèves, a Courmayeur del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, un corpo specializzato delle Fiamme Gialle italiane che opera in montagna per soccorso, tutela ambientale e polizia giudiziaria, utilizzando tecniche alpinistiche, unità cinofile e mezzi aerei, collaborando con altre istituzioni per salvare vite e proteggere territori impervi; la sua dedizione al dovere rimane un esempio di impegno e professionalità nel contesto delle alte quote alpestri.

Il 20 gennaio 2020, durante una esercitazione di aggiornamento di scialpinismo sul Monte Rosso di Vertosan, a quota 2.940 metri, Marco Musichini rimase vittima di una caduta in un tratto di terreno particolarmente impervio. Nella fase di discesa con altri cinque colleghi, il maresciallo perse l’equilibrio, scivolando per una lunga parete rocciosa che ne causò la morte. I colleghi presenti, pur gravemente scossi dall’accaduto, rimasero illesi.
La perdita di Marco Musichini fu accolta con profonda commozione sia all’interno del Corpo delle Fiamme Gialle sia nelle istituzioni locali e nazionali. Il comandante generale della Guardia di Finanza, allora Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Zafarana, espresso sentimenti di grande rispetto per il percorso umano e professionale di Musichini, sottolineando non soltanto la sua preparazione tecnica, ma anche il suo costante spirito di servizio reso nelle difficili operazioni di soccorso in ambiente montano.

Il sacrificio di Musichini fu ricordato con un gesto istituzionale di particolare rilievo quando, nel settembre 2020, la stazione del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Entrèves fu ufficialmente intitolata alla sua memoria. Alla cerimonia, alla quale presero parte il comandante generale del Corpo, i vertici istituzionali e numerose autorità locali, si affiancò l’omaggio alla figura di un militare che aveva dedicato anni di servizio alla sicurezza in montagna e alla protezione di chi si trovava in difficoltà.
L’intitolazione della stazione di Entrèves rappresenta, per colleghi e istituzioni, un modo solenne di mantenere vivo il ricordo di un professionista che incarnava i valori di dedizione e abnegazione richiesti a chi opera nei reparti specializzati del soccorso alpino.
A sei anni di distanza, la memoria di Marco Musichini resta fissata nel tempo non solo come un episodio di cronaca, ma come testimonianza della dedizione con cui i soccorritori alpini affrontano le sfide della montagna. In questo anniversario si rinnova il rispetto istituzionale per chi, come lui, dedicò la propria vita al soccorso delle persone, ricordandone con sobrietà l’impegno quotidiano e la fedeltà al dovere.




