La storia non è fatta solo di grandi proclami ma spesso si nasconde tra le pieghe ingiallite di fascicoli amministrativi e protocolli d’ufficio. Per celebrare il Giorno della Memoria, l’Archivio di Stato di Frosinone ha deciso di accendere un faro su una delle pagine più buie del Novecento italiano, analizzandola da una prospettiva squisitamente locale e documentaria. Martedì 27 gennaio 2026, le sale dell’istituto situate al secondo piano del Grattacielo L’Edera ospiteranno una mostra dal titolo emblematico che richiama le riflessioni di Hannah Arendt: la burocratica banalità del male.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma promosso dal Ministero della Cultura per onorare il ricordo delle vittime della Shoah. L’esposizione si concentra sull’applicazione delle leggi razziali all’interno della Provincia di Frosinone, ricostruendo come la macchina amministrativa statale si sia mossa con precisione chirurgica per emarginare, censire e colpire i cittadini di origine ebraica residenti nel territorio. Non si tratta di un racconto mediato, ma di un contatto diretto con la realtà dei fatti attraverso le carte prodotte dalla Prefettura di Frosinone, l’organo che all’epoca fungeva da braccio operativo delle direttive centrali del regime.
Il percorso espositivo intende mostrare la dimensione asettica della discriminazione. Tra le teche della sede di piazzale De Matthaeis, i visitatori potranno osservare come l’orrore sia stato tradotto in un linguaggio fatto di timbri, circolari ministeriali e moduli precompilati. La documentazione conservata dall’Archivio di Stato di Frosinone testimonia la meticolosità con cui venivano eseguiti i sequestri dei beni, l’allontanamento dalle scuole e la vigilanza costante su intere famiglie, trasformando la vita quotidiana di molti ciociari in un incubo normato dalla legge.
L’evento rappresenta un’occasione fondamentale di approfondimento educativo e istituzionale per la cittadinanza e per le scolaresche del capoluogo. Comprendere come le istituzioni locali abbiano recepito e attuato i provvedimenti discriminatori serve a mantenere viva la guardia contro ogni forma di intolleranza. La mostra resterà aperta al pubblico con orario continuato dalle ore 09.00 alle ore 15.00, offrendo un’opportunità di studio e riflessione sulle responsabilità collettive e individuali che segnarono quegli anni drammatici.
Attraverso la valorizzazione del patrimonio documentario della Prefettura di Frosinone, l’ente diretto dal Ministero della Cultura ribadisce il ruolo degli archivi come custodi della verità storica. Ogni foglio esposto non è solo un reperto ma una voce che rompe il silenzio del passato, ricordando che la memoria non è un esercizio retorico ma un dovere civile che passa attraverso lo studio rigoroso delle fonti. In questo scenario la Ciociaria si riappropria dei propri ricordi, analizzando senza sconti come la burocrazia possa diventare uno strumento di oppressione se priva di una guida etica e democratica.




