di Giorgio Stirpe
E sono 13! Tanti sono i risultati positivi consecutivi inanellati dal Frosinone che ha saputo sbarazzarsi anche di un avversario scomodo come la Reggiana. E’ stata una partita difficile, sporca, di quelle che nascondono tante insidie e possono finire male.
I ragazzi di Alvini, ancora una volta, si sono comportati da squadra vera, compatta, unita e alla fine hanno portato a casa altri tre punti importanti per la corsa alla promozione in Serie A.
C’era curiosità nel vedere come il gioco potesse girare senza il proprio faro del centrocampo Calò, squalificato per somma di ammonizioni, che fin qui, aveva sempre giocato da titolare e per tutti i 90’ (o quasi). Con l’indisponibilità anche di Kone, Alvini ha ridisegnato il centrocampo rispolverando, dal 1’ Francesco Gelli al fianco di Cichella, con Koutsoupias nella solita posizione di trequartista.
Anche in difesa, il tecnico giallazzurro, ha apportato una modifica, consegnando una maglia da titolare a Cittadini al posto di Calvani, con Monterisi, A. Oyono e Bracaglia a completare il quartetto davanti a Palmisani.
In attacco fiducia a Zilli, al posto di Raimondo, sostenuto da Ghedjemis e Kvernadze.
I padroni di casa hanno girato a mille nel primo tempo, dimostrando di non patire le assenze, a conferma di un gruppo ben nutrito e competitivo in tutti i suoi componenti, rosa che si è arricchita ulteriormente con gli ingressi di Fini e Fiori.
Oltre il 70% di possesso palla e tante occasioni create, non sono bastate però per chiudere il primo tempo in vantaggio. E’ mancato un pizzico di cinismo ma anche di fortuna. La traversa colpita al tramonto della prima frazione da parte di Kvernadze è stato l’episodio simbolo dei 45’ dello Stirpe.
Il georgiano ha imperversato sulla fascia, accentrandosi quando ne ha visto la possibilità, scatenando tutta la propria forza e tecnica. Il migliore in campo e il più pericoloso, è mancato solo il gol a coronare una prima frazione di grande impatto.
Dall’altra parte Ghedjemis ha fatto un po’ più di fatica ma è stato comunque sempre presente in partita, mentre Zilli al centro dell’attacco, ben controllato dagli arcigni difensori della Reggiana, ha sgomitato rendendosi comunque importante con le sponde.
Tanto possesso palla e una proiezione costante verso la porta avversaria hanno, inevitabilmente, scoperto il fianco a qualche contropiede della compagine allenata da Davide Dionigi, orchestrati dall’interessante attaccante svizzero Girma e da Portanova.
L’inizio del secondo tempo è stato diametralmente opposto rispetto a quanto fin qui raccontato, perché la Reggiana è andata ripetutamente vicino al gol del vantaggio. Il calcio, però, è uno sport difficilmente decifrabile e, nel momento che sembrava meno propizio, Kvernadze (sempre lui) ha tirato fuori il colpo di genio trovando, alla quinta conclusione verso la porta, il gol dell’1-0 (57’) con la specialità della casa: corsa a sinistra, sterzata sul destro, e tiro sul palo lontano che non ha lasciato scampo a Seculin.
I giallazzurri, da quel momento, hanno ripreso a macinare gioco e a creare opportunità per il raddoppio. L’unico demerito dei ragazzi allenati da Alvini è stato quello di non aver chiuso la partita e averla tenuta aperta fino all’ampio recupero (9 minuti) accordato dall’arbitro. Un po’ di paura e brividi ma nulla più.
Ora testa alla sfida di Chiavari contro la Virtus Entella in programma sabato prossimo in terra ligure.




