Quando il pallone ha smesso di rotolare sul prato verde dello stadio “Roberto Del Bianco” di Anagni, la storia calcistica delle due squadre si era già arricchita di un capitolo memorabile. Nella finale della Coppa Italia di Eccellenza Lazio tra Boreale e Ferentino, andata in scena questo pomeriggio davanti a una cornice di pubblico calorosa e appassionata, il risultato sul tabellone dice 2-2 dopo i tempi regolamentari e supplementari, ma a prevalere è la Boreale ai calci di rigore con il punteggio di 7-6.
La partita è stata subito un teatro di emozioni forti. Al quarto minuto di gioco, il Ferentino, con determinazione e grinta, ha sbloccato il risultato grazie a Cerioni, bravo a inserirsi in area e a convertire l’assist nel vantaggio amaranto. I primi venti minuti hanno visto gli ospiti prendere fiducia, con occasioni e movimento fluido che hanno tenuto in costante apprensione la difesa viola.
La reazione della Boreale non si è fatta attendere. Nel secondo tempo, trascinata dall’urlo dei tifosi, la squadra ha alzato il ritmo e al 26’ ha trovato il pareggio con De Vincenzi, bravo a capitalizzare una respinta del portiere su tiro di Ruggiero. Il Ferentino non si è lasciato intimorire e, con grande spirito combattivo, ha risposto al vantaggio avversario con una rete di Madonna, riportando gli amaranto in vantaggio e riaccendendo la tensione sugli spalti.
Ma il calcio, si sa, è fatto di imprevedibilità e ribaltamenti di fronte. A pochi minuti dal fischio finale, Ruggiero ha raccolto una palla vagante in area, con freddezza l’ha trasformata nel 2-2 che ha trascinato le due contendenti ai tempi supplementari e poi alla lotteria dei rigori.
L’equilibrio si è rotto solo dalla distanza dal dischetto. Gli errori pesano tutti uguali, e quello di Mattarelli del Ferentino è risultato fatale: nonostante la grande prova di carattere, la formazione amaranto ha dovuto cedere al trionfo della Boreale, che ha trasformato l’ultimo tiro dal dischetto con grande lucidità, aggiudicandosi così la Coppa Italia.
La gara, oltre all’intensità agonistica e alle giocate tecniche, ha avuto anche un sapore istituzionale. Tra gli spalti infatti era presente il **Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, sottolineando l’importanza sociale e culturale di un evento che ha saputo richiamare appassionati da tutta la regione e non solo.
Al fischio finale, tra lacrime di gioia e nostalgia per la sconfitta, giocatori e dirigenti di entrambe le squadre si sono abbracciati. Per la Boreale questa vittoria non rappresenta solo un trofeo, ma un’autentica pagina di gloria nella storia del club, mentre per il Ferentino resta la consapevolezza di aver combattuto a viso aperto fino all’ultimo secondo.




