Centinaia di fiamme portate in mano da una comunità che sembra aver perso la voce. Il borgo medievale di Torre Cajetani si è fermato – ieri sera, 27 gennaio 2026 – per rendere omaggio a Francesco Latini, il ragazzo di soli quattordici anni la cui vita si è spezzata troppo presto lungo via Vignali, una strada periferica del paese. Il corteo, denso di una commozione tangibile, si è ritrovato intorno alle ore 20.30 presso il monumento ai Caduti, punto di partenza di una breve ma intensa fiaccolata che ha attraversato il cuore del centro storico, portando un soffio di calore in una serata gelida per il dolore.
La tragedia si è consumata venerdì scorso mentre Francesco Latini percorreva una ripida discesa in sella alla sua bicicletta. A metà del percorso, per cause che restano ancora al vaglio, il giovane ha perso il controllo del mezzo cadendo rovinosamente a terra. Un impatto fatale, probabilmente alla testa, che non ha lasciato scampo. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori del 118, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano e ai sanitari non è rimasto che constatare il decesso. Un dramma che ha colpito duramente non solo la famiglia, ma l’intero circondario, lasciando un vuoto incolmabile tra i banchi di scuola e nei luoghi di ritrovo dei giovani del posto.

In prima fila, sorretti dall’affetto di amici e parenti, c’erano i genitori e la sorellina di Francesco Latini. A loro si è stretto l’intero paese in un unico e prolungato abbraccio ideale. La processione di luci è terminata all’interno della Parrocchia di Santa Maria Assunta, dove alle ore 21.00 ha avuto inizio una veglia di preghiera. La chiesa si è riempita in ogni ordine di posto, costringendo moltissime persone, tra cui tantissimi compagni di scuola visibilmente scossi, a restare sul sagrato esterno in un silenzio carico di rispetto e incredulità.

Durante la cerimonia, il parroco Don Rosario Vitagliano ha cercato di dare conforto ai presenti con parole cariche di umanità e riflessione. Il sacerdote ha descritto una comunità avvolta dallo sgomento e dallo sconforto per una perdita che lascia disarmati e incapaci di comprendere il senso di quanto accaduto. Nel suo intervento, Don Rosario Vitagliano ha invitato a cambiare prospettiva sulla tragedia, citando il pensiero di Sant’Agostino per sottolineare come il giovane non sia stato semplicemente tolto ai suoi cari, ma sia stato un dono prezioso, seppur breve, per chiunque lo abbia conosciuto.

Il parroco ha poi rivolto un appello accorato proprio ai più giovani, spiegando che una morte così improvvisa deve spingere tutti a dare un valore più profondo all’esistenza. Secondo Don Rosario Vitagliano, la vita non deve essere banalizzata ma curata come un dono sacro e fragile. Il celebrante ha ammesso con onestà che in momenti simili le parole rischiano di apparire vuote o insufficienti per lenire la ferita di due genitori, suggerendo che il silenzio orante e l’affidamento siano le uniche risposte possibili di fronte al mistero della morte.

Mentre il paese si interroga su una fatalità così crudele, l’iter burocratico e giudiziario prosegue il suo corso. Per la giornata di oggi è previsto l’esame autoptico sul corpo di Francesco Latini, un passaggio necessario per chiarire l’esatta dinamica clinica del decesso. Solo dopo questo adempimento la salma sarà riconsegnata alla famiglia per l’ultimo saluto. Con ogni probabilità, la data dei funerali sarà fissata domani – giovedì 29 gennaio – quando Torre Cajetani potrà finalmente salutare il suo giovane figlio in un clima che si preannuncia di grandissima partecipazione collettiva.




