La sicurezza nelle scuole diventa una priorità strutturata e condivisa tra istituzioni centrali e territori. È questo il messaggio che emerge dalla circolare firmata oggi, 28 gennaio 2026, dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, un documento che introduce nuove misure di prevenzione e controllo negli istituti scolastici italiani, con particolare attenzione ai contesti considerati più esposti a fenomeni di illegalità e disagio.
Il provvedimento arriva all’indomani del grave episodio avvenuto in un liceo di La Spezia, dove il giovanissimo Abanoub Youssef è rimasto ferito in un accoltellamento. Un fatto che ha acceso i riflettori su una realtà che le istituzioni non intendono più affrontare solo in emergenza, ma attraverso una strategia coordinata e graduale.
Comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicati alle scuole
Cuore della circolare è il rafforzamento del ruolo dei prefetti, chiamati a convocare apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, d’intesa con i dirigenti scolastici regionali. A questi tavoli potranno partecipare anche rappresentanti delle strutture sanitarie, dei servizi sociali e delle altre realtà istituzionali e territoriali coinvolte nella tutela dei minori.
L’obiettivo è favorire un raccordo efficace tra prevenzione educativa e sicurezza pubblica, riconoscendo che la scuola, pur restando luogo di formazione e crescita, non è immune dalle tensioni sociali che attraversano il territorio.
Controlli mirati e piani coordinati del territorio
La circolare introduce la possibilità, per gli istituti che presentino profili di criticità, di essere temporaneamente inclusi nei Piani di controllo coordinato del territorio. Si tratta di situazioni segnalate per episodi di violenza, spaccio di stupefacenti, atti reiterati di bullismo o comportamenti pericolosi nelle aree esterne alle scuole.
Nel Lazio, dove la rete scolastica è ampia e articolata, il provvedimento apre la strada a una valutazione caso per caso, affidata alle prefetture e alle forze dell’ordine, con l’obiettivo di rafforzare la percezione di sicurezza senza snaturare il ruolo educativo degli istituti.
Metal detector solo nei casi più gravi
Uno dei passaggi più delicati riguarda l’eventuale utilizzo dei metal detector mobili. La circolare chiarisce che si tratta di uno strumento estremo, attivabile solo nelle situazioni più gravi, su richiesta dei dirigenti scolastici e previa intesa con le autorità competenti.
I controlli agli accessi, compreso l’impiego di dispositivi manuali per la rilevazione di oggetti metallici, saranno affidati esclusivamente alle forze dell’ordine. Presidi e docenti resteranno completamente estranei alle attività di sicurezza, un punto ribadito con forza per evitare qualsiasi sovrapposizione di ruoli.
Monitoraggio costante e relazioni periodiche
Il protocollo prevede anche un sistema strutturato di monitoraggio. I prefetti dovranno trasmettere periodicamente al Gabinetto del Ministero dell’Interno e al Dipartimento di pubblica sicurezza informazioni sulle iniziative attivate, sugli strumenti di prevenzione adottati e sugli esiti in termini di riduzione dei rischi.
Un meccanismo pensato per verificare l’efficacia delle misure e correggere eventuali criticità, mantenendo alto il livello di attenzione senza ricorrere a soluzioni generalizzate.
La scuola come presidio di libertà e rispetto
«La scuola è il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto a ogni forma di violenza», scrivono Valditara e Piantedosi. Un luogo che deve restare aperto, inclusivo e sicuro, capace di rispondere con fermezza ma anche con equilibrio ai segnali di disagio che emergono tra i giovani.
La linea scelta dal Governo punta su una risposta istituzionale coordinata, nella convinzione che la prevenzione sociale ed educativa trovi sostegno nella certezza delle regole e nella capacità di intervenire prima che comportamenti pericolosi si consolidino o degenerino.




