COLLEFERRO – Nessun taglio agli operatori di magazzino nel sito Amazon di Colleferro e, più in generale, nessuna riduzione del personale logistico nella Regione Lazio. A smentire i timori sollevati nelle ultime ore dalle agenzie di stampa è Antonio Rubini, Consigliere Regionale della UILTrasporti Lazio, sindacato che rappresenta i lavoratori all’interno del sito FCO2 di Colleferro dal 2021.
La presa di posizione di Rubini arriva a poche ore dalla diffusione della notizia sui possibili tagli occupazionali che potrebbero interessare anche lo stabilimento di Colleferro, nell’ambito di un più ampio piano di riorganizzazione globale annunciato dal colosso dell’e-commerce. Una notizia che aveva generato preoccupazione tra i lavoratori e nel territorio, considerando l’importanza strategica del centro logistico per l’occupazione locale.
“I dati e i fatti ci dicono esattamente il contrario”, ha dichiarato Rubini oggi, mercoledì 29 gennaio. Il rappresentante sindacale ha portato come prova concreta l’inaugurazione, avvenuta lo scorso 21 gennaio, del nuovo Sort Center FCO8 di Fiano Romano, una struttura che conta circa duecentocinquanta lavoratori a tempo indeterminato. Un dato significativo che testimonia non una contrazione, ma un’espansione della presenza di Amazon nel territorio laziale.
Ancora più rilevante è il ruolo svolto dalla UILTrasporti Lazio in questa operazione. Il sindacato ha infatti garantito l’internalizzazione di circa centosessanta lavoratori provenienti da una ditta appaltatrice che era operativa fino al 20 gennaio presso il nuovo sito. Un risultato concreto che ha permesso di trasformare contratti precari in posizioni stabili e dirette con Amazon, proprio nel momento in cui si parlava di possibili tagli.
“Anche a livello nazionale non sono previsti tagli tra gli operatori di magazzino”, ha sottolineato Rubini, che ha ricordato come a settembre sia prevista l’apertura del nuovo Fulfilment Center di AOI1 a Jesi, in provincia di Ancona. Un’altra struttura destinata a creare occupazione, in controtendenza rispetto ai timori che hanno attraversato il mondo del lavoro negli ultimi giorni.
Il quadro che emerge dalle dichiarazioni del rappresentante della UILTrasporti Lazio è quindi quello di un’azienda che continua a investire sul territorio italiano, almeno per quanto riguarda la rete logistica. I centri di distribuzione e smistamento restano il cuore pulsante dell’operatività di Amazon nel nostro Paese e, stando ai dati forniti dal sindacato, non sono al momento oggetto di piani di ridimensionamento.
Diverso, invece, il discorso che riguarda le stabilizzazioni. Rubini ha confermato che questo tema è da mesi al centro di un confronto serrato al tavolo nazionale, dove le segreterie nazionali dei sindacati firmatari del CCNL stanno trattando con le rappresentanze aziendali. Si tratta di una questione cruciale che tocca migliaia di lavoratori precari, assunti con contratti a termine o tramite agenzie di somministrazione, che aspirano a una trasformazione a tempo indeterminato.
Le discussioni sulle stabilizzazioni si inseriscono in un contesto più ampio di rivendicazioni sindacali che riguardano non solo Amazon, ma l’intero settore della logistica. Il tema del precariato è particolarmente sentito in un comparto che negli ultimi anni ha vissuto un boom occupazionale legato all’esplosione dell’e-commerce, ma che spesso ha fatto ricorso a forme contrattuali flessibili per gestire i picchi di attività.
La posizione della UILTrasporti Lazio è chiara: mentre si continua a lavorare al tavolo nazionale per ottenere risultati concreti sul fronte delle stabilizzazioni, i dati occupazionali smentiscono categoricamente l’ipotesi di tagli agli operatori di magazzino. L’apertura di nuovi siti logistici e l’internalizzazione di lavoratori precari rappresentano, secondo il sindacato, segnali concreti di una strategia aziendale che punta ancora sulla rete distributiva italiana.
Il caso di Colleferro resta quindi sotto osservazione, ma le rassicurazioni della UILTrasporti contribuiscono a stemperare i timori che si erano diffusi nelle ultime ore. Il sito FCO2, operativo da alcuni anni nella zona industriale ciociara, rappresenta un punto di riferimento occupazionale per il territorio e la conferma dell’assenza di piani di riduzione del personale è stata accolta con sollievo dai lavoratori e dalle loro famiglie.
Resta aperta la questione delle stabilizzazioni, tema complesso che richiede un confronto strutturale tra sindacati e azienda per definire percorsi certi di trasformazione dei contratti precari in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Un obiettivo che la UILTrasporti Lazio continua a perseguire con determinazione, consapevole che solo attraverso la contrattazione si possono ottenere risultati duraturi per i lavoratori.




