ANAGNI – Un viaggio alla scoperta dell’Africa autentica, lontano dagli stereotipi e dai pregiudizi. È quanto hanno vissuto questa mattina, giovedì 29 gennaio, oltre cento ragazzi delle classi terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Secondo Comprensivo di Anagni, che nella Sala Teatro della sede di via San Giorgetto hanno incontrato due testimoni d’eccezione: Eva Crosetta, giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva, e Padre Giulio Albanese, missionario comboniano e profondo conoscitore delle dinamiche del continente nero.

L’incontro, curato con attenzione dalla dirigente scolastica prof.ssa Daniela Germano e preparato nei giorni precedenti dai docenti dell’istituto, in particolare dalla prof.ssa Claudia Cerasaro, ha rappresentato un’occasione preziosa per i giovani studenti di confrontarsi con chi l’Africa l’ha vissuta sulla propria pelle, raccogliendone storie, contraddizioni e speranze.
Eva Crosetta, volto noto della televisione italiana e conduttrice dal 2019 dello storico programma Rai 3 “Sulla via di Damasco”, ha presentato il suo ultimo libro “Che colpa ne ho se sono nato in Congo sotto l’ombra di un mango?”, pubblicato da BUR Rizzoli nell’ottobre 2024. Un diario di viaggio che racconta la sua esperienza a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, e in particolare nella missione di Masina III, nell’estrema periferia della città.

“Quando sono arrivata a Kinshasa per la prima volta, mi sono sentita ‘bianca’ come mai prima in vita mia”, ha raccontato Crosetta agli studenti, catturando immediatamente la loro attenzione. “In quel luogo, nel cuore della miseria più nera, ho visto ragazzi indossare camicie incredibilmente bianche per andare a scuola. Perché sanno che solo attraverso la cultura potranno cambiare il loro destino e quello del loro Paese”.
Il libro nasce da quella che la giornalista definisce una “Dio-incidenza”, l’incontro con don Matteo Galloni, fondatore insieme a Francesca Termanini della Comunità Amore e Libertà, che dal 1988 accoglie bambini e ragazzi soli in Italia e in Congo. Un’esperienza che ha cambiato profondamente la vita della conduttrice veneta, laureata in Giurisprudenza e oggi uno dei volti più apprezzati della televisione italiana.

“Lì respiri amore misto a povertà e fatica in ogni angolo, ma sempre amore”, ha spiegato Crosetta con voce emozionata. “Le persone riescono ancora a sorridere. Un’esperienza così forte ti permette di ‘resettarti’ e di ritrovare la giusta misura in tutto. Ho vissuto la prova che non ci si salva da soli”.
Accanto a lei, Padre Giulio Albanese, missionario comboniano nato a Roma nel 1959, ha portato la sua straordinaria esperienza di oltre trent’anni vissuti tra Uganda e Kenya. Fondatore della Missionary International Service News Agency e attualmente direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma, oltre che editorialista dell’Osservatore Romano, Padre Albanese è considerato uno dei massimi esperti italiani di questioni africane.
“L’Africa non è povera, è stata impoverita”, ha affermato con forza il missionario comboniano, una frase che ha risuonato nella sala con la forza di una verità troppo spesso dimenticata. “Questo continente è ricchissimo di risorse naturali, di cultura, di vitalità. Ma continua a essere saccheggiato da interessi esterni”.
Il religioso ha parlato ai ragazzi della straordinaria multiculturalità africana, delle mille sfaccettature di un continente che troppo spesso viene raccontato in modo semplicistico e paternalistico. Ha smontato, uno dopo l’altro, i pregiudizi più diffusi, ricordando che l’età media in Africa è di soli vent’anni e che il futuro demografico ed economico del mondo passerà inevitabilmente da lì.



“Non servono benefattori, servono compagni di strada”, ha sottolineato Padre Albanese rivolgendosi direttamente agli studenti. “Quello che gli africani chiedono, in fondo, è solo giustizia. E la prima forma di solidarietà è l’informazione corretta, che ci permette di superare gli stereotipi”.
I ragazzi hanno seguito con attenzione crescente, prendendo appunti e preparando domande che hanno reso l’incontro vivace e partecipato. Le loro curiosità hanno spaziato dalla vita quotidiana nelle missioni alle differenze culturali, dalle difficoltà concrete affrontate dai missionari alle prospettive future del continente africano.
“Come si fa a vivere in condizioni così difficili?”, ha chiesto una studentessa. Crosetta ha risposto con un sorriso: “Loro non vivono nella difficoltà, vivono. E lo fanno con una dignità e una forza che noi abbiamo dimenticato. Quando torni da lì, capisci quanto siamo fortunati ma anche quanto siamo diventati fragili”.
La prof.ssa Daniela Germano, dirigente scolastico dell’Istituto Secondo Comprensivo, ha ringraziato calorosamente gli ospiti per la loro disponibilità e per la ricchezza delle testimonianze offerte. “Incontri come questo rappresentano per i nostri ragazzi un’opportunità unica di crescita”, ha dichiarato. “Non si tratta solo di ascoltare storie lontane, ma di educare lo sguardo, di imparare a leggere il mondo con occhi diversi, più consapevoli e meno condizionati dai pregiudizi”.
La dirigente ha evidenziato come l’incontro si inserisca in un percorso educativo più ampio che l’istituto porta avanti da tempo sui temi dell’interculturalità, della cittadinanza globale e dei diritti umani. Un percorso preparato con cura dai docenti della scuola, che nelle settimane precedenti hanno lavorato con gli studenti per creare le basi necessarie a un confronto maturo e consapevole.
Particolarmente apprezzato è stato il lavoro svolto dalla prof.ssa Claudia Cerasaro, che ha coordinato la preparazione dell’incontro con professionalità e dedizione, curando ogni dettaglio organizzativo e preparando i ragazzi dal punto di vista contenutistico.
L’incontro si è concluso con una lunga sessione di domande e risposte, durante la quale Eva Crosetta e Padre Giulio Albanese hanno continuato a dialogare con gli studenti, creando un clima di autentico scambio e confronto. Molti ragazzi hanno chiesto di poter approfondire ulteriormente i temi trattati, testimoniando l’efficacia di un’iniziativa che ha saputo coinvolgere e stimolare la curiosità dei giovani.
“Questi ragazzi rappresentano il futuro”, ha concluso Padre Albanese salutando la platea. “Se impareranno a guardare l’Africa con occhi diversi, se sapranno riconoscere la dignità e la ricchezza di quel continente, allora anche il mondo potrà cambiare. Perché il vero cambiamento parte sempre dalla consapevolezza”.
Un messaggio che i cento e più studenti del Secondo Comprensivo di Anagni hanno portato con sé uscendo dalla Sala Teatro, arricchiti da un’esperienza che difficilmente dimenticheranno e che contribuirà a formare cittadini più consapevoli e aperti al mondo.




