Dopo mesi di incertezza, numeri impietosi e interrogativi sul futuro, lo stabilimento Stellantis di Cassino si prepara a voltare pagina. Dal 1° settembre 2026 prenderanno ufficialmente forma due elementi destinati a segnare un nuovo capitolo della sua storia industriale: l’assegnazione della piattaforma STLA Large BEV e l’avvio di una nuova linea Maserati. Una prospettiva che arriva al termine di uno degli anni più difficili mai vissuti dal sito produttivo, chiamato ora a misurarsi con una scommessa che unisce innovazione tecnologica, alta gamma e mobilità elettrica.
Il 2025 resterà infatti come una ferita ancora aperta. Con 19.364 vetture prodotte e un calo del 27,9% rispetto all’anno precedente, il bilancio segna il punto più basso mai raggiunto dallo stabilimento dalla sua apertura nel 1972. Un dato che ha certificato una crisi profonda, non episodica, ma strutturale, figlia di un mercato automotive in rapida trasformazione e di modelli giunti a fine ciclo.
È proprio su questo crinale che si inserisce la decisione di Stellantis di destinare a Cassino la STLA Large BEV, piattaforma pensata per veicoli elettrici di fascia medio-alta e alta. Non un semplice aggiornamento tecnologico, ma un cambio di paradigma produttivo, che proietta il sito verso una filiera più complessa, sofisticata e orientata al futuro. In parallelo, l’inaugurazione della linea Maserati rappresenta un segnale altrettanto significativo: il tentativo di riallineare il destino dello stabilimento a produzioni a maggiore valore aggiunto, senza nascondere il carattere sperimentale e delicato di questa fase.
Il binomio Maserati–STLA Large BEV si muove così su un equilibrio sottile. Da un lato, la svolta strategica verso l’alto di gamma, che restituisce centralità industriale a Cassino; dall’altro, un tentativo di rilancio che dovrà dimostrare, nei fatti, di poter invertire una tendenza che negli ultimi anni ha inciso profondamente sui volumi e sulle prospettive del sito. Il tempo, in questo senso, diventa una variabile decisiva.
Il 1° settembre 2026 è già una data simbolica. Segna l’inizio di una nuova fase, ma non scioglie tutti i nodi. La vera sfida sarà trasformare l’annuncio in continuità produttiva, la tecnologia in occupazione stabile, l’innovazione in una visione industriale duratura. Cassino, ancora una volta, si trova a un bivio: restare sospesa tra attesa e incertezza, oppure ritagliarsi un ruolo credibile nel nuovo assetto dell’automotive europeo.
La direzione è tracciata. Resta da capire se il percorso sarà abbastanza solido da reggere il peso delle aspettative di uno stabilimento che, dopo aver toccato il fondo, ora guarda avanti con prudenza e una domanda aperta sul proprio futuro.




