di Giorgio Stirpe
E’ duro a morire il Frosinone che proprio non ne vuol sapere di perdere una partita. Anche nella giornata più opaca, nella gara dove ha girato poco o nulla e dove l’avversario è stato superiore, il gruppo di Alvini ha venduto cara la pelle dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, di meritare la posizione in classifica che occupa (non più la prima ma la seconda) ormai da inizio stagione.
Contro la Virtus Entella il pareggio è arrivato in maniera insperato negli ultimi secondi grazie al piattone destro di Fiori, entrato nel libro della storia del Frosinone per aver segnato un gol praticamente al primo pallone toccato con la sua nuova maglia.
Entrato al minuto 85, l’ex Mantova ha segnato al 95’ la rete che ha regalato ai canarini un punto davvero prezioso perché allunga la serie positiva a 14 gare.
Alvini ha dovuto rinunciare a Koutsoupias a causa di un affaticamento patito proprio alla vigilia della partita, proponendo, nella zona di campo solitamente occupata dal greco, Francesco Gelli (alla sua seconda consecutiva da titolare). A Calò, rientrato dalla squalifica, consegnate di nuovo le chiavi della regia, affiancato da Cichella.
In difesa, davanti a Palmisani, hanno preso posto Calvani e Monterisi al centro, Marchizza sull’out di sinistra (Bracaglia squalificato un turno) e A. Oyono a destra.
In attacco il tridente titolare composto da Raimondo punta centrale, Kvernadze e Ghedjemis in appoggio. In panchina i due nuovi arrivi del mercato invernale Fiori e Fini.
L’equilibrio in campo ha contrassegnato tutti i primi 45’ con i padroni di casa che si sono fatti preferire per la loro caparbietà e voglia di affrontare la capolista a viso aperto, senza alcun timore. Una squadra, quella di Chiavari, che in casa ha saputo battere il Monza e ha costretto il Frosinone a stare molto spesso nella propria metà campo, a difesa dell’area di rigore, presa spesso d’assalto.
L’undici giallazzurro, con molta umiltà, si è messo lì, stringendo i denti e, seppur tra mille difficoltà, ha provato a sfruttare le due armi più letali: il contropiede e i calci di fermo. In un paio di circostanze i ciociari sono anche riusciti a rendersi pericolosi ma nulla di più.
I liguri hanno corso più forte in campo cercando di soffocare la manovra avversaria sin dal suo nascere con un pressing alto. Alla fine del primo tempo hanno colpito una traversa con Squizzato e sono rientrati negli spogliatoi con il dubbio di aver forse speso troppe energie.
Per questo c’era grande curiosità di rivedere in campo i ventidue dopo l’intervallo, periodo durante il quale, il Frosinone ha sempre saputo riorganizzarsi e cambiare l’inerzia della partita quando quest’ultima pendeva dalla parte degli avversari.
Invece, con stupore, l’inizio di ripresa è stato negativo per i giallazzurri che nei primi 5’ hanno lasciato tre grandi occasioni agli avversari, una delle quali, al 49’, è stata sfruttata al meglio. casa Cuppone, al 49’, ha scartato il vero e proprio regalo offerto da Monterisi, ringraziando e portando avanti i suoi.
Alvini, a quel punto, ha immediatamente cambiato l’assetto tattico della squadra facendo entrare Zilli per F. Gelli, per schierare il doppio centravanti.
Si è visto un Frosinone diverso che ha cercato di reagire al pugno preso dall’avversario. Un colpo che ha stordito ma non ha mandato al tappeto la squadra di Alvini rimasta comunque viva, meno brillante del solito, ma in ogni caso sempre in partita anche grazie ad un pizzico di fortuna (due i pali colpiti dagli avversari).
Corrado, Grosso, Vergani e Fiori (per Monterisi), sono state le mosse del tecnico giallazzurro che ha messo in campo contemporaneamente tutto il potenziale offensivo a disposizione, cambiando, ulteriormente, l’assetto tattico della squadra.
I calciatori del Frosinone hanno continuato a spendere tutte le energie a disposizione per evitare la sconfitta e il gol di Fiori al 95’ è già storia.
Il Frosinone scende al secondo posto ma sabato avrà l’opportunità di tornare in vetta battendo il Venezia allo Stirpe.




