La porta d’ingresso di una città millenaria dovrebbe raccontare la sua storia e la sua bellezza invece la stazione di Anagni sembra oggi il manifesto di un’occasione perduta. Il caso è esploso fragorosamente nelle ultime ore dopo la diffusione di un video-inchiesta curato da LiberAnagni – Coalizione Civica che ha letteralmente invaso le bacheche social dei residenti. Non si tratta solo di qualche fotogramma granuloso ma di una testimonianza diretta che mette a nudo una realtà quotidiana fatta di incuria e abbandono trasformandosi in un atto d’accusa politico e sociale che la cittadinanza ha subito recepito con una partecipazione massiccia e indignata.
Il contrasto con il recente passato è stridente e quasi paradossale. Solo nel maggio del 2024 il Vicesindaco dipingeva un futuro radioso per lo snodo ferroviario parlando con enfasi di lavori imminenti destinati a trasformare il sito nella stazione più bella della regione. A distanza di quasi due anni da quegli annunci la realtà dei fatti ha preso una direzione diametralmente opposta. Il quadro documentato dagli attivisti di LiberAnagni non lascia spazio a interpretazioni benevole poiché evidenzia mancanze che vanno ben oltre l’estetica toccando la funzionalità stessa dei servizi essenziali per chi ogni mattina deve raggiungere la capitale o i centri limitrofi.
Dalle immagini emerge un contesto di marginalità che colpisce al cuore l’immagine di Anagni. Non si tratta di una sterile caccia al piccolo difetto architettonico o al classico sampietrino fuori posto ma di una denuncia sistematica su una gestione dei trasporti e dell’accoglienza che appare ormai fuori controllo. I pendolari e i turisti che approdano allo scalo si trovano immersi in un ambiente che non rispecchia minimamente gli standard di una città che ambisce a essere polo di attrazione culturale e turistica. Il degrado è diventato tangibile e la sua denuncia non è un atto di sciacallaggio politico ma una presa d’atto necessaria per chi vive il territorio.
La risposta della Coalizione Civica alle prime critiche piovute dal palazzo comunale è stata netta e priva di mediazioni. Secondo gli esponenti di LiberAnagni puntare il dito contro chi documenta il problema significa ignorare deliberatamente la gravità della situazione. Il danno d’immagine per la Città è considerato incalcolabile specialmente se si considera che la stazione rappresenta il primo biglietto da visita per chiunque arrivi nel comprensorio. La gestione delle infrastrutture e dei servizi di trasporto evidenzia oggi una “trave nell’occhio” che l’amministrazione comunale sembra non voler vedere nonostante le evidenze raccolte sul campo.
Il dibattito resta aperto e la pressione popolare cresce di ora in ora. La richiesta che arriva forte dalla base cittadina è quella di passare dalle parole ai cantieri reali garantendo servizi efficienti e un decoro degno di una comunità moderna. Nel frattempo il video continua a circolare come un monito costante per le istituzioni ricordando che la bellezza di un territorio si misura anche dalla qualità dei suoi servizi minimi. La sfida per il futuro della mobilità ad Anagni passa necessariamente per una riqualificazione che non può più essere rimandata o mascherata da semplici annunci programmatici.
La nota stampa integrale di LiberAnagni
Di seguito il comunicato stampa «ANAGNI: IL DEGRADO DELLA STAZIONE “PIÙ BELLA DELLA REGIONE”» del 06/02/2026 da pubblicare a nome LiberAnagni – Coalizione Civica.
Il video-inchiesta diffuso nei giorni scorsi sui nostri canali social sulla situazione della stazione ferroviaria e del trasporto locale ha generato una risposta immediata e diffusa da parte della cittadinanza. La rapida viralità delle immagini non è un semplice dato numerico, ma la conferma di quanto questo tema sia profondamente sentito e vissuto come un problema reale dai cittadini di Anagni.
Le immagini parlano chiaro e contrastano in modo evidente con le dichiarazioni del Vicesindaco di maggio 2024, quando disse che avevano iniziato i lavori per realizzare “la stazione più bella della regione”. Alla prova dei fatti, quell’annuncio risulta oggi completamente smentito dalla realtà. Il quadro che emerge è grave e non può più essere accettato come normale.
È però necessario chiarire un punto fondamentale: non è un video a creare il degrado. La situazione della stazione è sotto gli occhi di chi la frequenta ogni giorno e di chi arriva in città, siano essi pendolari o turisti. Il degrado esiste ed è tangibile; il nostro lavoro si è limitato a documentare ciò che è già evidente a tutti, tranne forse a chi dovrebbe intervenire.
Il problema, quindi, non è chi denuncia. Puntare il dito contro chi mostra ciò che non funziona significa sbagliare bersaglio. Il vero tema è il danno d’immagine incalcolabile che questa situazione arreca alla nostra città, oltre ai disagi inaccettabili che migliaia di persone subiscono quotidianamente.
Non stiamo parlando di una caccia al dettaglio insignificante, non siamo andati a cercare il “sampietrino divelto” per fare polemica sterile. Qui si tratta di un’amministrazione che sembra non voler vedere la “trave nell’occhio”: una gestione dei trasporti e dell’accoglienza che evidenzia mancanze strutturali.
Continueremo a mostrare la realtà, perché i cittadini meritano servizi efficienti e risposte concrete, non parole al vento.




