Un atto ufficiale della Regione Lazio
Determinazione dirigenziale e quadro normativo
È un atto formale, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, a certificare una decisione che intreccia diritto del lavoro, politiche di inclusione e grandi realtà industriali. Con la determinazione del 23 gennaio 2026, la Regione Lazio ha autorizzato la Società NOVO NORDISK SPA a un esonero parziale dagli obblighi di assunzione di lavoratori con disabilità, così come previsto dalla Legge 68/1999.
Il provvedimento riguarda lo stabilimento di Anagni, uno dei poli produttivi strategici e più importanti del gruppo farmaceutico.
Diciassette unità esonerate
Il cuore del provvedimento
Nel dettaglio, l’autorizzazione consente a Novo Nordisk di non coprire 17 posizioni lavorative riservate a persone con disabilità, pari al 60% della quota di riserva prevista dalla normativa vigente. L’esonero sarà valido dal 20 gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.
La decisione è stata assunta dopo la valutazione delle “particolari modalità di svolgimento dell’attività lavorativa”, come previsto dall’articolo 5, comma 3, della Legge 68/99 e dal Decreto Ministeriale n. 357/2000.
Il contributo economico
Oltre 161 mila euro al fondo regionale
A fronte dell’esonero, la multinazionale danese dovrà versare alla Regione Lazio un contributo esonerativo pari a 161.309,94 euro. La somma confluirà nel Fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilità, istituito dalla Legge regionale n. 19/2003.
Si tratta di risorse che, per legge, devono essere reinvestite in programmi di inserimento lavorativo, servizi dedicati e politiche attive a favore delle persone più fragili nel mercato del lavoro.
Anagni e il peso dell’industria farmaceutica
Un territorio al centro delle politiche occupazionali
La presenza di Novo Nordisk ad Anagni rende il provvedimento particolarmente rilevante anche a livello locale. Lo stabilimento rappresenta da alcuni mesi uno dei principali insediamenti industriali del settore farmaceutico nel Lazio, con un impatto significativo sull’occupazione e sull’economia del territorio.
Proprio per questo, l’autorizzazione all’esonero – pur pienamente legittima sul piano normativo – riporta al centro del dibattito il delicato equilibrio tra esigenze produttive, sicurezza dei processi industriali e diritto al lavoro delle persone con disabilità.
Inclusione e strumenti alternativi
Una riflessione che resta aperta
Il meccanismo dell’esonero parziale, previsto dalla legge, nasce per rispondere a reali difficoltà organizzative di alcune aziende. Allo stesso tempo, però, pone una questione di fondo: quella di un’inclusione che, in certi casi, viene perseguita più attraverso il contributo economico che mediante l’inserimento diretto nei luoghi di lavoro.
Sarà ora compito delle istituzioni regionali garantire che le risorse versate vengano effettivamente trasformate in opportunità occupazionali concrete, affinché il fondo non resti solo una compensazione finanziaria, ma diventi uno strumento reale di integrazione.




