Doveva essere un consiglio dedicato a variazioni di bilancio e tecnicismi amministrativi, ma la seduta di questa mattina, 9 febbraio 2026, si è trasformata in un vero e proprio scontro frontale sul futuro ambientale di Anagni. Al centro del dibattito la clamorosa notizia del deposito di un atto processuale con cui il Comune di Anagni ha formalizzato la rinuncia al ricorso contro il biodigestore. Una decisione che, a pochi giorni dall’udienza decisiva del 25 febbraio, suona come un via libera definitivo al mega-impianto.
Ad aprire il caso è stato il consigliere di opposizione Luca Santovincenzo, esponente di LiberAnagni, che ha denunciato quella che definisce una scelta presa nelle segrete stanze, lontano dal confronto democratico. Secondo quanto emerso, l’ente non avrebbe più interesse a opporsi al progetto a causa di un mutato assetto societario di SAF, che avrebbe acquisito quote nella società Energia Anagni. Un cambio di prospettiva che ha scatenato l’ira delle opposizioni: quel ricorso, infatti, era nato nel 2021 su spinta di una delibera votata all’unanimità a seguito di una storica raccolta firme popolare.
Il Sindaco di Anagni, Daniele Natalia, ha provato a difendere la linea dell’amministrazione sostenendo che la decisione fosse già stata discussa in precedenti sedute, una versione tuttavia smentita dai banchi della minoranza che lamentano la totale mancanza di atti ufficiali o delibere di giunta in merito. Durante l’acceso intervento di Luca Santovincenzo, l’aula è sprofondata in un silenzio tombale: né assessori né consiglieri di maggioranza hanno preso la parola per chiarire la propria posizione o per confermare se fossero a conoscenza dell’atto depositato al TAR.
Il clima si è surriscaldato ulteriormente quando il dibattito si è spostato sulla questione della Capitale della Cultura. Il primo cittadino ha accusato l’opposizione di denigrare l’immagine della città con video che mostrano il degrado della stazione ferroviaria di Anagni, proprio in un momento di grande visibilità internazionale. Pronta la replica di Luca Santovincenzo, che ha ribadito come la manutenzione del multigrado, la pavimentazione del parcheggio e la gestione del verde siano di stretta competenza comunale, ricordando inoltre le promesse mai mantenute sulla pensilina Cotral e sui lavori di riqualificazione annunciati nel 2024 e mai pervenuti.
Oltre allo scontro politico, il consiglio ha affrontato una variazione di bilancio urgente per un progetto PNRR relativo alla gestione dei rifiuti. Anche qui non sono mancate le frizioni: il consigliere di LiberAnagni ha lamentato l’impossibilità di consultare gli atti in commissione per mancanza del numero legale, sottolineando il rischio di perdere finanziamenti a causa di presunti “errori amministrativi contabili”. Mentre la politica si spacca, l’unica speranza per i contrari all’impianto resta ora legata ai ricorsi paralleli presentati da Legambiente Lazio, Associazione Quartiere Cerere, Crescita Comune e dai residenti, che il 25 febbraio si troveranno soli a difendere in tribunale quella battaglia che un tempo vedeva il Comune al loro fianco.
IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DI LIBERANAGNI






