Il fascino senza tempo di una dimora storica che incontra la cruda, pulsante e imperfetta realtà dei vicoli urbani. Sabato 14 e domenica 15 febbraio, la splendida cornice di Casa Barnekow, ad Anagni, si trasformerà in un osservatorio privilegiato sulla vita quotidiana grazie alla mostra fotografica Anime Salve, firmata dal giovane e talentuoso fotografo anagnino Pierfrancesco Meloni.

L’evento non è solo un’esposizione di scatti, ma un vero e proprio manifesto della street-photography. Il momento clou è fissato per sabato 14 febbraio, alle ore 18:30, con un vernissage che si preannuncia ricco di spunti culturali. In questa occasione verrà presentato ufficialmente il libro fotografico omonimo, pubblicato con la collana editoriale della Associazione Culturale Effe 4.0. Ad arricchire il dibattito interverrà Tullio Cesario, presidente di Effe 4.0, che dialogherà con l’autore sull’importanza di recuperare uno sguardo puro e non filtrato sulla realtà che ci circonda.
Pierfrancesco Meloni, classe 1996, rappresenta una voce fuori dal coro nel panorama fotografico contemporaneo. Nonostante la giovane età, vanta un curriculum solido e una scelta stilistica coraggiosa: il ritorno alla stampa analogica e l’utilizzo di macchine a medio e grande formato. In un’epoca dominata dall’istantaneità dello smartphone, Meloni sceglie la lentezza del rullino, la precisione della chimica e la manualità della stampa offset. La sua esperienza come telecineoperatore e assistente in prestigiosi set di moda e ritrattistica confluisce in una visione della strada che non cerca il successo commerciale, ma l’essenza dell’errore come cuore pulsante della crescita.
Le opere in mostra raccontano una comunità che ha scelto di cambiare pelle. La strada, per il fotografo anagnino, non è un semplice fondale, ma uno spazio narrativo dove i gesti minimi e gli angoli dimenticati delle città diventano protagonisti. Le sue sono Anime Salve perché libere dai modelli imposti dal mercato, frammenti di vita che sussurrano a chi guarda un messaggio potente: “non sei solo”. La fotografia di Meloni diventa così una palestra di empatia, un esercizio costante per imparare a osservare il mondo senza giudicarlo, ascoltando semplicemente il battito del marciapiede.
L’iniziativa, patrocinata da una realtà attiva nella valorizzazione e rivalutazione del territorio come Effe 4.0, conferma Anagni come centro nevralgico per la promozione dei giovani artisti locali. Visitare la mostra a Casa Barnekow significa immergersi in un archivio vivo di umanità, dove la tecnica rigorosa del passato si fonde con la sensibilità di un cronista del presente. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia riscoprire il piacere di guardare oltre la superficie, tra i contrasti del bianco e nero e la verità della pellicola.




